A LODI LA PRIMA CATTEDRALE VEGETALE, OPERA DI MAURI

Siamo a Lodi, capoluogo della provincia lombarda, dove si erge un’imponente cattedrale  che ha qualcosa di unico al mondo: è fatta di querce.  E’ una cattedrale vegetale, opera di Giuliano Mauri, artista di Art in nature, scomparso nel 2009, fu il primo europeo a scegliere l’arte in natura. Il progetto viene  ereditato dai figli  e fatto sorgere sulla riva sinistra del fiume Adda nell’area  “Ex Sicc”, occupando un ‘area di 1.618  metri quadrati, fatta da 108 colonne di legno disposte in cinque navate, dal diametro di 1,20 metri ciascuna e alta 18 metri, lunga 72  e larga 22,48 metri. La cattedrale ospita 108 alberi che comunque cresceranno nel tempo.  L’intento di Gianluca Mauri  è quello di recuperare il dialogo con i luoghi, con la natura che circonda l’uomo, portando alla luce un profondo dialogo tra arte e natura. Lo stesso Mauri disse: “ La cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terrà e di questi elementi che si innalzano che sono alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo  mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto”. L’opera doveva essere consegnata nel 2015, come elemento di attrazione per Expo, ma invece è stata inaugurata ieri  alla presenza di migliaia di persone oltre che alla presenza di Philippe Daverio che ha avuto l’onore di tagliare il nastro di apertura. Daverio, in merito alla magnifica cattedrale vegetale si è così espresso: ” Qui possiamo affermare che l’arte contemporanea non è morta” e a proposito di Mauri ha detto: “ L’intelligenza di Mauri era quel suo saper “legger tra le righe” usando elementi naturali fino ad affermare, da laico, con profondo esistenzialismo, il concetto di cattedrale e compiendo, da artista, quel saltino in avanti in più rispetto all’enorme passato che abbiamo alle spalle”. Mentre la nipote, Francesca Regorda, ha voluto ricordare con queste parole tutto il significato del lavoro e del genio di suo nonno scomparso: “ Io gioco coi rami, diceva mio nonno”.

Ciò, tuttavia, il forte mal tempo, ha fatto crollare parte della cattedrale, che è stata chiusa al pubblico.

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