A POMPEI È STATO RUBATO UN BORCHIA RISALENTE AL IV SECOLO A.C.

Ieri nel museo Archeologico di Pompei è stato rubato un vaso risalente al IV secolo A.C. il vaso era esposta nella Mostra di “Pompei e i greci” allestita nella Palestra grande degli scavi di Pompei. Mentre questa mattina sul luogo si sono presentati i carabinieri e il reparto investigazione scientifiche dell’Arma dei Carabinieri per dare il via alle indagini. Sull’accaduto ha commentato così il direttore del museo Massimo Osanna “La borchia era, come le altre tre, avvitata sul pannello espositivo e coperta da lastra trasparente di protezione pertanto la rimozione del pezzo deve aver richiesto un tempo necessario a evitare i controlli.  Questo gesto, che ferisce il sito di Pompei e il patrimonio culturale italiano, pur trattandosi di un pezzo di valore non inestimabile, mi colpisce anche dal punto di vista personale, trattandosi di un’area nella quale avevo condotto direttamente lo scavo”. Secondo le prime ipotesi, il furto può essere stato fatto durante l’orario di apertura del museo come afferma lo stesso Direttore, nonostante in quella zona ci siano molti uomini a “sorvegliare” gli oggetti che provenivano dal Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” di Potenza, il cui valore assicurativo è di 300 euro. Questa mostra era sta inaugurata soltanto pochi giorni fa, la stessa era stata curata dal direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), questa iniziativa  nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti  dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro ‘biografie’ luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti.

Arrivano parole di sostegno nei confronti del direttore del sito di Pompei anche dalla direttrice Marta Ragozzino, direttrice del Polo museale regionale della Basilicata, del quale fa parte il museo Archeologico nazionale “Il reperto scomparso ha un modesto valore Lascia increduli e addolorati un gesto del genere che attacca e ferisce il patrimonio culturale che appartiene alla comunità e, portato a Pompei, al mondo intero. E’ stato per noi molto importante contribuire al progetto culturale che ha permesso la grande mostra e per questo siamo accanto alla direzione del Parco Archeologico e vogliamo garantire ogni possibile sostegno”.

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