ACCOGLIERE PER RICOMINCIARE, DA NAPOLI UN NUOVO MODELLO DI INTEGRAZIONE DOPO LA DETENZIONE

Molto spesso ai margini di una società che non offre una concreta possibilità di reinserimento sociale. Ecco l’esigenza di un progetto in grado di sistematizzare un modello di intervento complesso e multidimensionale a favore dei detenuti ed ex detenuti, offrendo un’opportunità di integrazione con il tessuto sociale che si fonda sul reinserimento lavorativo delle persone con problemi di detenzione in area penale, sulla ricostruzione dei legami familiari e sul soddisfacimento dei bisogni contingenti, come quello abitativo e lavorativo.

Parte da Napoli “Accogliere per ricominciare” che sarà presentato Lunedì 24 febbraio dalle ore 17:00 in Via Buonomo, 39 alla presenza dell’Arcivescovo di Napoli, Cardinal Crescenzio Sepe; dal Direttore della Pastorale Carceraria, Don Franco Esposito; dal Presidente di “Fondazione per il Sud”, Carlo Borgomeo; dalla referente dell’associazione “Liberi di Volare”, Valentina Ilardi; dalla Presidente della cooperativa “Articolo 1”, Marina D’Auria; dal Garante delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello. Modera Emanuela Scotti.

Il progetto vede il sostegno della Fondazione con il Sud, della Curia Arcivescovile di Napoli, della Fondazione Peppino Vismara, della Fondazione San Gennaro e della fondazione UBI Banca. Le finalità sono ben precise e saranno raggiunte mediante una accoglienza residenziale per i detenuti e la realizzazione di lavoratori artigianali come bigiotteria, falegnameria, grafica, informatica, pittura, cuoio e laboratori combinati.

In particolare “Accogliere per ricominciare” è stato realizzato dall’Associazione “Liberi di volare onlus” che gestisce la casa di accoglienza e il centro diurno laboratoriale, dalla Cooperativa “Articolo1” che gestisce il coordinamento delle attività e i percorsi di inserimento lavorativo (bilancio delle competenze e piano di inserimento lavorativo), la Cooperativa “Il Quadrifoglio” che gestisce la comunicazione e gli eventi.

Accogliere significa ricominciare, in modo particolare per costituire profili professionali in grado di abbassare rischio di recidiva, supportati da reti di volontariato e da figure professionali idonee ad accompagnare gli utenti sul piano psicologico ed educativo. Tutto mediante l’accompagnamento alle famiglie dei detenuti per affrontare il periodo della carcerazione e per ricucire quei rapporti lacerati dall’assenza.

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