Alessandra Martino: “In tempi di coronavirus non abbandonate i cani: sono la miglior cura”

Siamo i loro capobranco e ci amano incondizionatamente: questo hanno in comune tutti i cani del mondo. Durante l’emergenza per il Coronavirus sono diventati alleati ancora più importanti nella reclusione di casa, a volte sono addirittura gli unici compagni per chi abita da solo. A volte sono anche l’unico motivo per uscire a prendere una boccata d’aria. Ma i nostri cani hanno capito che qualcosa non va, perché hanno visto cambiare le nostre abitudini e fiutano per primi la nostra inquietudine.

“Lilly non capisce. O meglio ha capito benissimo che c’è qualcosa che non va, perché è particolarmente frastornata e stordita. Sembra leggere nei miei occhi la preoccupazione, ha lo sguardo triste, mi marca stretta e mi tallona più del solito: i suoi occhioni tondi da cerbiatta controllano ogni mio movimento cercando una spiegazione che non so darle.

Non dimenticherò la prima volta in cui mi hai fatto cambiare idea, la prima volta in cui l’ho guardata e ho deciso che poteva restare nei miei giorni, tra i miei casini tra le mie speranze. Quelli che non amano gli animali si perdono quella meravigliosa ed unica sensazione dell’essere amati. Questi esseri speciali amano senza compromessi, non hanno rancori, pretendono l’esclusiva, ma ti perdonano e non ti fanno sentire in colpa.

Mai avuta una discussione con lei, neanche quando ero nervosa. Lilly , quando era piccina era la più allegra della famiglia, anzi no, è ancora la più allegra della famiglia. Ha un carattere meraviglioso. Comunque lei non mi ha mai tradita perché non ne aveva bisogno: “Voleva solo essere mia”. E’ una volpina, un pezzo unico. Siamo cresciute insieme, avevo dieci giorni quando è arrivata a casa ed era talmente vivace ed energica che pensavo di non riuscire a convivere con un animale. Mi ha distrutto casa, divelto una poltrona, scarpe, vestiti divorato un muro. Un uragano nel vero senso della parola. 

Un giorno, mio padre per fermarla e tenerla buona qualche secondo decise di metterla su un armadio ma potete già immaginare la durata di quell’esperimento. Una pazza, ma così simpatica.

E’ sempre stata sveglia, intelligentissima, capisce i condizionali e i congiuntivi. Fin da piccola abbiamo sempre giocato e fatto discorsi strani: “Ma se andassimo che so, a fare una bella…” non mi ha mai dato la possibilità di pronunciare “passeggiata” che lei immediatamente si piazza davanti alla porta di casa. Una sfinge, ma con una coda molto scodinzolante, la coda l’ha tradita spesso.

Abbiamo giocato tanto insieme, ho iniziato ad ascoltarla per capire chi fosse, a guardare i suoi occhi parlanti; gli animali hanno delle reazioni fisiche che sono più suggestive delle parole e ho capito che avrebbe fatto tutto per me. Gli dicevo: “Lilly muori”, e lei sveniva. Gli dicevo: “Lilly abbracciami”, e lei metteva le zampe sulle mie spalle, “Lilly baciami, Lilly dammi la zampa, Lilly batti il cinque”.

Avere un esserino peloso accanto per 13 anni è come avere una compagna di vita. La mia giornata è scandita da appuntamenti importanti: la mattina apro gli occhi e mi appare un muso, due occhi sorridenti, una coda sculettante, una bella leccata sul viso e inizia la nostra giornata.

Chissà come gli sembro appena sveglia e tutta stropicciata.  Mi ha educato all’amore incondizionato, con un animaletto non puoi prendertela, non porti rancore perché lui ti perdonerà sempre. Non hai controlli emotivi o filtri. Sei libera. Non hai bisogno di difenderti. 

Vivere con un cane vuol dire conoscere l’amore eterno. Scombinare la quotidianità, ricostruirla in maniera completamente diversa da quella che era prima. Un cambiamento fatto di emozioni, di danza a due, di reciproca intesa, di amore incondizionato.

Per molti un cane in casa è una presenza naturale, un’abitudine famigliare che si tramanda di generazione in generazione: lo avevano i nonni, l’avevano i genitori, ce l’hanno loro e lo avranno sicuramente i figli. E cosa significhi condividere l’esistenza con un amico a quattro zampe lo sanno bene. Per qualcun altro è un sogno di bambino che si realizza: l’avrei tanto voluto, ma mamma e papà erano contrari. Per altri ancora è una scoperta. 

Scoperta e reciprocità in una forma d’amore che non si può spiegare. Che non può essere compresa né spiegata alla razionalità umana. È proprio vero che ci si sceglie in due: il primo sguardo con il proprio cane lascia il segno. Quegli occhi erano in attesa di qualcosa, o meglio di qualcuno, di quella storia d’amore che non conosce limiti spazio temporale. 

L’unica colpa che i nostri cani hanno davvero, è quella di vivere una vita troppo breve. Ma questo forse accade perché la loro bellezza interiore è troppo immensa, per poter durare in terra.
Ma l’amore, dato e vissuto, quello dura per sempre.”

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