America chiama, Luigi De Magistris risponde

Luigi De Magistris è volato in America. Partito il 3 giugno da Napoli, è arrivato a New York per un viaggio istituzionale. Un viaggio che era in programma da tempo. Il primo cittadino aveva scelto di partire, subito dopo le elezioni regionali.

Resterà in America fino al prossimo 9 giugno, un’intera settimana fitta d’impegni. Inizierà con una conferenza sull’emigrazione tra Napoli e New York: “Città a confronto”, che sarà moderata da Anthony Tamburri, preside del John D. Calandra Italian American Institute, un istituto che si occupa di diffondere la conoscenza della cultura italo-americana. A “Eataly”, invece, il sindaco parteciperà alla presentazione, davanti ai media locali e operatori turistici statunitensi, del “Napoli Pizza Village”, evento che si svolgerà a Napoli dall’1 al 6 settembre prossimo. Durante queste giornate è previsto anche un incontro con il sindaco di New York Bill De Biase, con cui si erano visti lo scorso luglio a Napoli. De Magistris poi assisterà al World Cities Summit, un forum internazionale dedicato a sindaci delle grandi metropoli, per parlare delle sfide del cambiamento, in materia di mobilità eco-sostenibile, competitività, sviluppo urbano e qualità della vita. Le giornate americane del sindaco saranno, quindi, molto intense e cariche di appuntamenti.

E come “sindaco di strada”, termine con il quale lui stesso ama definirsi, ha deciso di condividere con tutti i suoi elettori-followers, sui Social Network, questo viaggio. Così da ieri, che è stato il primo giorno della sua visita, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato il primo capitolo del suo diario di viaggio.

«Napoli e New York City, due cuori pulsanti del mondo (…).Durante passeggiata nel cuore di little Italy, passando per le storiche botteghe che animano il quartiere, ho visto una luce di orgoglio italiano e napoletano negli occhi delle persone. Sono stato invitato alla “Ribalta”, moderno e vivace locale della Midtown, dove ho incontrato i proprietari e il folto gruppo di persone che in questo locale, sede del Calcio Napoli, respira ancora aria di campionato.
Napoli nel mondo, é con me qui ora», questa una parte del suo racconto. Quello del sindaco, pare che sarà un viaggio molto interessante, un’esperienza di confronto anche con chi governa altre città e magari, chi lo sa, uno spunto di crescita per Napoli.

I “nemici” del sindaco, chiaramente, non hanno visto di buon occhio questa “fuga americana”. Per molti, infatti, il primo cittadino anziché pensare a partecipare a grandi eventi o viaggi istituzionali, dovrebbe prima occuparsi dell’amministrazione cittadina. Non vuole essere questo il luogo per esprimere giudizi. Che il sindaco ami essere in prima linea a manifestazioni ed eventi, non è sicuramente un segreto, egli stesso definisce questi appuntamenti, un momento di crescita e riqualificazione per la città da lui amministrata. Carico di patriottismo partenopeo, ha deciso di diventare ambasciatore della cultura napoletana, in Italia e perché no, nel mondo. E gli va riconosciuto, che lo fa con enorme fierezza e passione. Va detto, però, che il patriottismo partenopeo, da solo non basta ad amministrare bene una città come Napoli.

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