Arnaldo Taddei alla Casina Pompeiana con Ripensamento

Dalle 18:00 di Venerdì 19 giugno alla Casina Pompeiana si potrà visitare la mostra fotografica Ripensamento di Arnaldo Taddei.

Lighting Designer e Fotografo napoletano, Taddei fin dal 1960 si è occupato di ricerca approfondita nel campo della fotografia e delle luci attraverso le immagini e lo studio di produzioni cinematografiche avendo lavorato presso varie televisioni private come cameraman, mixer video, esperto nell’adozione dei migliori sistemi di puntamento del parco luci al fine di ottenere giochi di chiaroscuri, luci ed ombre, per la tridimensionalità delle immagini.

Dal 1987 vive a Copenaghen dove ha ulteriormente sviluppato la conoscenza dei sistemi digitali per l’elaborazione delle immagini al fine di ottenere effetti pittorici sorprendenti. Ideatore e realizzatore delle immagini e della grafica per le copertine e la pubblicità sulle pagine della rivista per gli italiani in Danimarca “IL PONTE”.

Ha al suo attivo due retrospettive fotografiche presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, l’ultima con una nota introduttiva del prof. Gaetano Gangi, direttore dell’Istituto.

 “Più volte mi è accaduto di chiamare pitture i lavori del fotografo partenopeo Arnaldo Taddei. I temi scelti e le meravigliose variazioni dei colori emergenti da un misterioso fondo bruno mostrano (e sono la ragione dei miei lapsus) che egli porta in sè la grande tradizione pittorica napoletana: dai ritratti e dalle nature morte del Seicento, alle opere della scuola di Posillipo, i cui maestri andavano anche dalla fotografia alla pittura, mentre Taddei, quasi rivaleggiando, va dalla pittura a una prodigiosa fotografia del nostro tempo. Sembianze e paesaggi chiusi in forme ovali ricordano certe eleganze sapientemente malinconiche di Domenico Morelli e dei fratelli Palizzi. Ma col mondo vesuviano Arnaldo Taddei porta anche il sentimento del fotografo che a Napoli, già capitale e meta di un regno, amava compiere per le strade riti ed esorcismi. La sua arte continua l’orgoglioso documentare della camera oscura, l’itinerante giuoco di prestigio e d’incantesimo. La consuetudine della nostalgia rende persuasiva ed originale anche una veduta danese, quel variopinto Nyhavn, bellissimo porto nuovo della vecchia capitale, dove Andersen è vissuto, passando qui, dalla pennellata verticale di una casa all’altra. Qualunque cosa dipinga, Taddei affida alla tenerezza dello sguardo le sue intense canzoni napoletane.”

 

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