ASSEMBLEA NAZIONALE SUL MEZZOGIORNO A NAPOLI. I PROGETTI E LE PROVOCAZIONI DEL PRESIDENTE DE LUCA.

E’ stato il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ad aprire l’Assemblea nazionale sul mezzogiorno a Napoli. “E’ necessario un un piano straordinario per occupare duecentomila giovani nella pubblica amministrazione nel sud”, ha esordito il presidente, sottolineando come “la democrazia italiana non regge se ci saranno altri sette anni di disoccupazione giovanile al 50% al Mezzogiorno”.  “Mettiamo subito a lavorare i laureati con 110 e lode che ora se ne vanno all’estero e diciamo loro: ti metto a lavorare e ti pago 900 euro al mese per il primo anno, mille per il secondo e 1.300 il terzo.ha proposto De Luca- Chiediamo loro di buttare il sangue, ma per avere una prospettiva di lavoro”. “Senza uno choc forte non reggiamo più. Nella pubblica amministrazione al Sud abbiamo il turn over bloccato da dieci anni e quindi la macchina amministrativa è ormai dequalificata- ha proseguito- Prendiamo i cinquecento euro del bonus cultura e diamo lavoro, prendiamo una quota dei fondi sociali europei e destiniamoli a questi obiettivi”.

“Il Sud è scomparso dall’agenda nazionale- ha osservato De Luca – Abbiamo avuto una grande stagione nel Dopoguerra, quando i partiti si battevano per il Sud, così come le grandi organizzazioni sociali e sindacali. Abbiamo avuto poi la stagione del centrosinistra, quella dei poli industriali. Da allora, siamo arrivati agli anni novanta, si sono registrati più processi di burocratizzazione che di effettivo rilancio. Da allora il Sud è scomparso dall’agenda politica italiana. Ha pesato, poi, – incalza- l’immagine che il Sud ha dato di sé, della cialtroneria, della lamentosità, delle emergenze continue, come quella in Campania, che ha contribuito a danneggiare l’immagine di questo territorio. Ha pesato l’incapacità di utilizzare un fiume di risorse europee, sprecate e polverizzate, senza alcun salto di qualità”. Riflettori puntati, infine, sull’interesse del Nord a utilizzare il Sud “come grande piattaforma logistica per intercettare questi movimenti che arrivano da altri Paesi, altrimenti diretti a Rotterdam e Amburgo. C’è un interesse del Nord a favorire un grande programma di infrastrutturazione e ad utilizzare le Università del Sud.

È chiaro, aggiunge, «che per fare tutto questo occorre un generale processo di sburocratizzazione del Paese, dove tradurre un progetto in opere è un’impresa quasi impossibile. Con nostalgia e invidia guardo a quelle amministrazioni in grado di presentare un progetto e realizzarlo, penso a Barcellona, Berlino, Valencia, anche Marsiglia. Con l’idea di combattere la corruzione stiamo paralizzando l’Italia. Un pubblico dipendente che ha una condanna in primo grado ha il dimezzamento dello stipendio, ma chi volete che firmi una variante? Ho detto a Renzi di togliere l’idea demenziale di un’agenzia unica dei dirigenti».

Ai parlamentari dice «incatenatevi davanti Montecitorio perché se passa questa norma l’Italia è perduta. Serve un altro Sud, che accetti la sfida del rigore e dell’efficienza, perché nessuno più dica da Milano: pagate una siringa il triplo di noi. Non è possibile considerare lecito fuori dalla porta di casa ció che lecito non è nella nostra casa. Ai nostri amici del Nord dobbiamo dire questo, dobbiamo presentarci con il volto di una borghesia laica, aperta, il volto di Veronesi. Ma accanto a Milano deve esserci l’umanesimo di Vico e Croce. L’Italia è l’Italia se ci sono Troisi, Totó, Eduardo insieme con Gaber, se all’efficienza di Milano si uniscono i valori umani di Napoli. Io sono per combattere, credo che ce la faremo».

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