Attacco al Canada: “Guerra Santa mondiale?”

“Le scuole, gli uffici e le ambasciate presenti – tra cui quella americana e quella italiana – sono state messi in ‘lockdown’: nessuno può entrare od uscire. E tutti vengono invitati dalle autorità a stare alla larga da porte, tetti e finestre”. Non è la scena di un film da guerra planetaria ma, stando alla notizia diffusa dall’ANSA, la situazione che si è venuta a creare ad Ottawa, la capitale Canadese, colpita da attacchi non ancora definiti “terroristici” o di “matrice islamica”.

Secondo la ricostruzione che ne fa l’Agenzia Nazionale “Ad essere presa di mira è la sede del Parlamento federale, ad Ottawa, al cui interno sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. Mentre all’esterno, davanti al National War Memorial, un soldato di guardia è stato colpito ed ucciso. Uno di questi, quello che avrebbe sparato al militare ucciso, sarebbe a sua volta morto in seguito allo scontro con la polizia. Il suo nome era Michael Zehaf-Bibeau, cittadino canadese di 32 anni convertito all’Islam. Era italo-canadese, invece, il soldato ucciso, Nathan Cirillo. Il clima in città, soprattutto nell’area di Downtown, è surreale, con uomini della polizia e delle forze speciali che fermano ogni auto in uscita dal centro e controllano a tappeto ogni abitazione sospetta. Tutta l’area in cui sorge il Parlamento è in stato di assedio”.

Le reazioni non si sono fatte attendere, con il Presidente degli Stati Uniti che ha subito chiamato il suo omologo Canadese. Il dubbio resta. “Il Canada intanto si interroga su quella che appare come una vera e propria escalation terroristica legata alla decisione del governo canadese di partecipare alla campagna militare contro l’Isis in Iraq e in Siria”.

Ogni città potrebbe diventare un focolaio. Ogni islamico potrebbe divenire un nemico o almeno una persona di cui sospettare. È una guerra che si sta giocando molto anche sul piano psicologico globale, tenendo tutti nell’allerta costante di attacchi che potrebbero avvenire ovunque nel mondo. Il motivo di fondo, se accertato, aprirebbe uno spiraglio inquietante: una “Guerra Santa globale” dove il mondo occidentale si trova in una posizione di difficoltà tattica rispetto all’Islam. Mentre i primi possono essere attaccati ovunque nel mondo, i secondi, sebbene si individuino alcune nazioni principali da fronteggiare, sono diffusi in tutto il globo. Anzi, se la notizia di Zehaf-Bibeau è confermata, chiunque potrebbe divenire un potenziale nemico perché “convertito all’Islam”. Le religioni e le armi, da ossimori si intrecciano in un connubio fatale.

La strada di una guerra è la giusta risposta alle questioni religiose? Non sarebbe più opportuno riflettere sulle diverse possibilità per la risoluzione di questi conflitti?

Intanto ci resta in mente quella scena, che non è una da film di guerra planetaria. “Le scuole, gli uffici e le ambasciate presenti – tra cui quella americana e quella italiana – sono state messi in ‘lockdown’: nessuno può entrare od uscire. E tutti vengono invitati dalle autorità a stare alla larga da porte, tetti e finestre”.

 

Foto Ansa

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