Aumento delle morti sul lavoro nel primo semestre, incide la pandemia

Nei primi sei mesi dell’anno sono aumentati del 18,3% gli infortuni con esito mortale denunciati all’Inail, anche a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo, per un totale di 570 decessi. E’ quanto si apprende dagli ‘open data’ pubblicati dall’Inail sul suo portale, secondo cui in generale le denunce di infortunio da gennaio a giugno di quest’anno sono calate del 24,4% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso, arrivando a un totale di 244.896. In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 20.337 (-37,6%).

Tutti i dati, avverte l’Inail, sono da considerarsi provvisori sino al consolidamento di fine anno e sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, a livello nazionale rispetto al primo semestre dell’anno scorso secondo gli Open Data Inail si registra una riduzione degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 144 a 85 (-41,0%). Al 30 giugno di quest’anno risultano quattro incidenti plurimi avvenuti nei primi sei mesi, per un totale di otto decessi (lo scorso anno erano stati 9, con 18 decessi).

Gli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro sono invece aumentati da 338 a 485 (+43,5%): l’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 409 a 505 denunce) e il conto Stato (da 8 a 24), mentre l’Agricoltura ha registrato 24 casi in meno (da 65 a 41).

Nell’analisi territoriale si contraddistingue il Nord-Ovest per un incremento di 90 casi mortali (da 123 a 213), complici soprattutto gli aumenti di Lombardia (+73) e Piemonte (+12). Anche il Sud registra 13 casi mortali in più (da 102 a 115) e il Nord-Est due in più (da 105 a 107).

La fascia d’età più colpita risulta essere quella degli over-55. In generale, le denunce di infortunio sono diminuite di circa 79 mila casi rispetto al primo semestre 2019, una diminuzione, rileva l’Inail, influenzata soprattutto dallo “stop forzato tra marzo e maggio di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da nuovo Coronavirus e delle difficoltà incontrate dalle imprese nel riprendere la produzione a pieno regime nel periodo post-lockdown, dall’inizio di giugno”. Infine, le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo semestre 2020 sono state 20.337, 12.238 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-37,6%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero più contenuto delle denunce presentate tra marzo e giugno 2020, in riduzione del 57% rispetto allo stesso quadrimestre del 2019.

Nei primi sei mesi dell’anno sono aumentate del 171% le denunce per infortunio nel settore Sanità registrate dall’Inail, passando dai 13 mila casi del 2019 ad oltre 35 mila casi.

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