Bagnoli e la sua rinascita, il prossimo 21 dicembre cabina di regia per discutere sulla bonifica e la riqualificazione dell’area ovest

Dopo anni di attese e di false speranze, Bagnoli avrà un suo progetto definito che vedrà la riqualifica e la nascita di nuovi punti di aggregazioni sociali e culturali. Ma i cittadini dovranno aspettare ancora per vedere il quartiere rinascere.

Secondo le analisi i terreni sono altamente inquinati, all’interno dei suoli è presente cadmio, piombo, idrocarburi e arsenico. Tutte componenti che rilasciano diossine e sono tossiche per l’ambiente circostante. Non a caso nell’area ovest è in continuo aumento i casi di malattie tumorali. Prima di procedere con i lavori, l’intera area dovrà essere bonificata, anche quelle zone che già in precedenza erano state soggette a bonifica.

Il prossimo 21 dicembre il ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti ha convocato la cabina di regia che si svolgerà in mattinata in Prefettura per rifinire il progetto che coinvolge l’ex zona industriale di Bagnoli. Entro Natale partiranno le gare per affidare il progetto di riqualificazione e per la primavera dovrebbero partire i lavori in cantiere.

Il piano di risanamento ambientale e rigenerazione urbana è stato firmato lo scorso 18 luglio da Claudio Di Vincenti, il presidente della Regione Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che segna la rinascita del quartiere attraverso la costruzione di  spazi destinati alla cittadinanza. Il 2024 è l’anno che dovrebbe segnare la fine dei lavori, il progetto iniziale prevede due chilometri di spiaggia pubblica (larga dai 60 metri ai 120 metri), 70 mila metri quadrati di acciaieria per iniziative culturali e attività commerciali, 7 chilometri di pista ciclabile e binari dei treni interrati con l’ipotesi di una stazione lato mare. Dal lato di Coroglio verranno abolite tutte le strutture considerate abusive e il circolo Ilva, le altre verranno riqualificate.

Dunque, manca poco alla realizzazione del progetto, alla svolta tanto voluta dai cittadini che per anni hanno dovuto respirare aria tossica e hanno dovuto assistere alla rovina e al degrado di una delle zone più belle della città di Napoli.

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