Bando Mibact: Spellucci vs Franceschini, secondo round

Continua la vicenda del bando del Ministero dei Beni Culturali che aveva suscitato molte polemiche poiché di fatto chiedeva agli artisti interessati a partecipare di lavorare gratis e pagarsi in proprio anche le spese da sostenere. Un violoncellista, Michele Spellucci, ha affidato al suo profilo FB una accorata lettera al Ministro Franceschini, lettera che ha avuto oltre 2500 condivisioni, e il cui contenuto è rimbalzato sulle pagine dei maggiori quotidiani di informazione. La lettera analizzava punto per punto il bando riguardante le “Notti al museo”, e terminava con un accorato appello al Ministro:

«Il Ministero chiama a raccolta tutti gli operatori culturali per organizzare eventi che rendano più appetibile una propria iniziativa. Questa chiamata a raccolta non prevede però solo la beffa di essere a titolo completamente gratuito ma anche il danno di prevedere una serie inspiegabile di oneri a carico degli operatori culturali stessi.

Ora, con tutto il cuore, Signor Franceschini e Signora Buzzi, Vi chiedo:

CON QUALE CORAGGIO????

Domanda ovviamente retorica per la quale non mi aspetto alcuna risposta.

Vi ringrazio per la Vostra cortese attenzione e Vi auguro un buon lavoro, specialmente per l’organizzazione dell’evento “Notti al Museo”.»

Invece la risposta c’è stata, e non solo il Ministro ha ritirato il bando, ma ha personalmente inviato un messaggio che Michele Spellucci riporta sulla sua bacheca FB.

«Gentile Michele,

le scrivo per comunicarle il ritiro dell’avviso pubblico per la realizzazione di eventi culturali durante le aperture serali dei musei statali. Mi permetta di chiarire che quel bando si prefiggeva, così come lei ha ben colto nella sua lettera, di entusiasmare la creatività e offrire la possibilità agli artisti di esprimersi nei più bei luoghi della cultura italiana.

Lo scorso anno, quando ancora non ero ministro della cultura, in molti hanno salutato positivamente l’iniziativa ‘un sabato notte al museo’ e per questo la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del ministero ha riproposto il bando 2013 anche per il 2014. Non mi interessa capire perché allora non vi furono polemiche quanto piuttosto ringraziarla per la sua lettera perché mi permette di affrontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: la remunerazione e il rispetto dei lavori creativi. Troppo spesso, infatti, nel settore dell’arte i giovani artisti – e purtroppo non solo loro – vengono chiamati a lavorare gratis come se questo rappresentasse una tappa obbligata della loro crescita professionale. Come a dire ‘stringete i denti e andate avanti perché tanto, prima o poi, verrete lautamente ricompensati. Non ora però’. Trovo questo atteggiamento ingiusto e non vorrei che fosse proprio il MiBACT ad avallarlo, seppur involontariamente. Non è certamente nelle nostre intenzioni, anzi, solo un mese fa, abbiamo salutato positivamente la definitiva approvazione della legge che riconosce le professioni culturali perché riteniamo con convinzione che non può esserci piena tutela e valorizzazione del patrimonio culturale se non si valorizzano le competenze di chi vi opera.

Per tutto questo, in attesa di avere maggiori disponibilità finanziarie per remunerare adeguatamente gli artisti che partecipano ai nostri progetti di valorizzazione, ho dato indicazione di annullare l’avviso pubblico oggetto della sua lettera.

Cordialmente,

Dario Franceschini

Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo»

Unitamente alla lettera del Ministro, Spellucci pubblica anche la sua risposta:

 

«Gentilissimo Ministro Franceschini,

La ringrazio davvero per il Suo messaggio e per la cortesia usatami nel volermi comunicare personalmente il ritiro del bando.

Non Le nascondo la mia felicità e soddisfazione nel leggere le Sue parole e nel sapere quel bando definitivamente risolto. Sentimenti però fortemente oscurati dalla consapevolezza che questa risoluzione arrivi solo in seguito a centinaia di migliaia di condivisioni della mia lettera, a migliaia di mail e telefonate di protesta, numerosi articoli su giornali e blog, interviste radiofoniche e quant’altro. Quasi a dimostrazione del fatto che in questo paese le Istituzioni riconoscono dignità e rispetto ai propri cittadini ed al loro lavoro, non a priori ma solo dopo che essi si siano battuti alacremente. Concetto che trovo pericoloso ed aberrante.

Questa vicenda genera per me tre riflessioni.

La prima è sulla credibilità di un Ministero che si prefigge di modificare il modus opinandi sulla cultura in questo paese e poi cade nella trappola di reiterare bandi precedentemente emessi senza soffermarsi nel merito dei bandi stessi, non curandosi se questi siano in linea con i principi di lavoro annunciati dal Ministero e se sussistano le adeguate tutele verso coloro dei quali il Ministero vuole prendersi cura. Il tutto fino a prova contraria, ovvero fino alla sollevazione dei cittadini. Trovo pericoloso, opinabile e soprattutto estremamente superficiale il principio secondo cui “se finora nessuno ha detto niente, allora vorrà dire che è ben fatto” specialmente se applicato da una Istituzione che ha come scopo principale la Valorizzazione e la Tutela. Anche quando l’Inquisizione bruciava libri proibiti nessuno diceva niente, ma era per questo cosa ben fatta???

La seconda considerazione è molto più semplice.

L’attuale governo stanzierà 10 MILIARDI di euro per la costruzione dell’autostrada Orte-Mestre intervenendo sulla attuale E45, superstrada esistente, pagata con i soldi dei cittadini, che sarebbe sufficiente manutenere e mettere in sicurezza ma che invece si è deciso di distruggere e ricostruire ex-novo spendendo altri soldi pubblici, per poi affidarne il piano di rientro ad un privato con noti precedenti penali… E direi che questo di per sé fa decadere tutti i discorsi sulla mancanza di soldi. Volendo i fondi si trovano a quel che pare… Ma di certo non per la cultura.

In ultimo tutta questa storia mette in luce una cosa importante. Se gli artisti cominciano ad alzare la testa, protestando non quando chiudono i teatri e si rischia di perdere il posto ma quando chi ha potere decisionale emana leggi ridicole che portano come conseguenza alle inevitabili chiusure dei teatri, allora si possono ottenere risultati importanti. Questa storia è la dimostrazione che pur senza sindacati, senza partiti, senza nulla ma da semplici cittadini, se si vuole dire qualcosa e la si dice in molti e con forza, alla fine anche solo la parola riesce ad avere un potere sul potere. E questo mi da speranza.

Dal canto mio, signor Ministro, posso solo chiudere questa lettera con una promessa. Con questa storia si è lentamente risvegliato un popolo, il popolo degli artisti, e questo popolo sarà ben lieto di applaudirLa quando farà qualcosa di positivo per l’arte ma sarà di contro estremamente vigile e perentorio nel non accettare più atti, bandi, leggi e regolamenti che schiaccino la sua dignità e impediscano di valorizzare questo paese come merita.

Per cui gentilissimo Ministro nel salutarLa cordialmente ed augurandoLe un buon lavoro, non è addio che Le dico ma a presto risentirci.

Cordialità

Michele Spellucci

Violoncellista»

Nell’attesa di conoscere se l’epistolario finisca qui o ci possa essere un seguito, ci auguriamo che la potenza dei social, e la presa di coscienza di molti artisti, stimolata del coraggio di questo giovane musicista, possa fare iniziare nel nostro paese una nuova fase, una fase che faccia dimenticare la frase di tremontiana memoria “con la cultura non si mangia”, laddove è sempre sembrato a tutti che quelli destinati al digiuno fossero proprio gli artisti.

 

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1 Commento

  1. Roberto Caravella
    Agosto 03, 12:06 Risposta
    Stimatissimo collega Michele Spellucci gentile Ministro Franceschini. Ovviamente sono uno tra coloro i quali si sono uniti nell'appoggiare le giuste osservazioni di Michele. Paradossale tuttavia mi è parso il fatto che sia apparso un risveglio (per fortuna) improvviso e insperato della parte governativa competente. Questo perchè evidentemente non molti sanno (e probabilmente anche Lei, signor ministro) che questo tipo di lotta per i diritti degli artisti non è per nulla cosa nuova. Le dico soltanto che in Italia è normale sentir dire che una persona "fa il musicista" e non è musicista cui segue sempre la irredimibile tiritera di luoghi comuni e battute di genere del tipo: si, ma per mangiare cosa fai? oppure il sempiterno e colto carmina non dant panem ... Sono anni che i musicisti ma non posso esimermi dal includere tutta la categoria artistico-creativa che opera nel settore, si batte per il riconoscimento della propria dignità, guadagnata con molti sacrifici in molti anni e con estrema dedizione ma mai riconosciuta come un vero impegno lavorativo. Fortuna che tra noi almeno il collega Spellucci ha avuto la fortuna di ottenere risposta. Il mio plauso ad entrambi, dunque l'uno per aver avuto ancora una volta la forza di scrivere e a Lei l'onestà di rispondere. Forse l'orizzonte inizia lentamente a schiarirsi? Speriamo. Tengo soltanto a precisare un dato cui tengo particolarmente e che raramente in politica viene valutato adeguatamente. Ultimamente infatti la propaganda politica italiana si affanna a pronunciare parole chiave che in qualche modo, subdolamente, confortano il pubblico e i cittadini ma nascondono spesso inganni demagogici. Sento troppo spesso parlare di "giovani" o di "donne" e quote rosa. Però le ricordo, caro ministro, che l'artista è sempre artista e ha i medesimi diritti qualsiasi età, sia esso giovane o meno, donna o uomo. Vorrei non sentir più pronunciare parole che differenzino all'interno di categorie perchè ciò non renderà mai convincente alcun discorso che venga dal Palazzo e dai suoi rappresentanti. Inoltre è bene ricordare che molte leggi sono costruite in questo modo. Ad esempio un precario o un aspirante ingegnante ormai giunto a maturità vede che, a parità di punteggio, viene preferito il candidato più giovane (?!?). Mi chiedo quanta esperienza possa avere un giovane rispetto ad una persona che già abbia fatto un bel po' di strada e acquisita esperienza di vita reale e che per giunta ha magari una famiglia cui deve dar conto.. Inoltre lo scopo di una politica corretta è, si, quello di riconoscere e restituire la dovuta dignità ad ogni classe sociale attraverso la creazione di infrastrutture che permettano di svolgere correttamente la propria attività, ma anche di promuovere e sostenere il reale valore della figura artistica nell'immaginario collettivo, nel pensiero di ogni cittadino di questo paese. La macchina artistica è oggi una tra lepiù presenti nel campo del lavoro perchè, come Lei signor ministro sa bene, ogni azione quotidiana è sottolineata dalla sua presenza in televisione, nella rete, in cinema, in teatro, negli aereoporti,, negli ospedali.... nelle metropolitane... ovunque la musica e non solo permeano la nostra società eppure gli artisti continuano a mendicare ovunque il diritto ad essere riconosciuti, remunerati, rispettati, e non più costretti ad assoggettarsi a contratti iniqui, a ricatti, a promesse e a molti altri aspetti legati a questo problema. Lo star system è ben lontano dalla realtà artistica e questo è un danno enorme quasi quanto l'inquinamento mondiale o lo scioglimento dei ghiacci. L'età non va più messa avanti a vessillo per far gola e cercare compiacimento elettorale. Ci sono artisti validissimi, magari anche riconosciuti più all'estero che nel nostro paese che si vedono fare proposte indecenti anche per allestire una semplice mostra. E non parlo di giovani esordienti che fanno gavetta (che comunque non potrei dire che sia cosa buona e giusta, gavetta o no, il lavoro v riconosciuto e retribuito, punto.). Concludo con l'augurio di poter lavorare ad una seria apertura ad un tavolo di dialogo competente, accurato e corretto che metta in luce, una volta per tutte, il problema sommerso enorme e gravoso che incide su tutto il tessuto sociale (si pensi a quanti musicisti o artisti - soprattutto giovani - diplomati, laureati attivi impegnano caselle occupazionali che potrebbero essere invece messe a disposizione di chi artista non è o non ha studiato e lavorato per esserlo...). Roberto Caravella Compositore, direttore d'orchestra, musicista.

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