BREXIT, “LA RISPOSTA E’ PIU’ EUROPA. IL PD HA UN GRAN LAVORO DA FARE”. L’ANALISI DEL SENATORE ZANDA

di Luigi Zanda

Il voto britannico sulla permanenza nella Ue è un segnale fortissimo. Dobbiamo affrontare la gravità di questo momento sapendo che sarebbe però sbagliato parlare della dissoluzione dell’Europa. L’Europa è la nostra casa e le ragioni per cui l’abbiamo voluta 70 anni fa restano immutate. In realtà l’esito del referendum britannico ha chiarito quello che sosteniamo da molto tempo: l’Europa così come è non va. L’Unione Europea non può essere solo l’Euro o politiche economiche comuni. Deve essere unione politica. Su questo l’Italia è impegnata da diverso tempo, ha indicato agli altri Stati membri un percorso che non sarà breve e non semplice ma è un disegno chiaro: di un’Europa capace di decidere e di interpretare i tempi, di muoversi come un solo Stato nella politica estera, nelle politiche di sviluppo, di formazione, di cittadinanza. Solo un investimento serio su una vera unione politica dell’Europa può essere la risposta alla crisi dell’Europa stessa.

In Italia, il voto amministrativo che ha visto il Movimento Cinque Stelle vincere molto bene in due grandi città, Roma e Torino, e per il Pd è un risultato negativo. La Lega Nord – e quindi la protesta pura, senza prospettive e programmi – ha perso fragorosamente. Hanno perso Fi, l’Ncd e altre formazioni politiche. A Roma si paga una condizione molto critica della città, e il Pd sconta sia proprie responsabilità che delle colpe non sue come il malgoverno del sindaco Alemanno che, in soli cinque anni, ha annullato i risultati positivi delle giunte Veltroni e Rutelli. Anche Mafia capitale è stata incubata dalla giunta Alemanno e ha purtroppo toccato pure il Pd romano. È stato un metodo mafioso insinuatosi in pezzi dell’amministrazione, in piccoli imprenditori collusi con la criminalità. E’ stato un fenomeno molto serio che è diventato sociale, politico e criminale. A Torino Piero Fassino ha perso nonostante sia stato un ottimo sindaco, ha fatto bene il suo lavoro, 25 anni di giunte di centrosinistra hanno abbellito e trasformato positivamente la città, eppure ha prevalso la voglia del cambiamento, cosa che accade soprattutto in periodi di grave crisi economica quando chi governa parte svantaggiato.

Il Pd deve avviare una riflessione. Personalmente credo nella funzione dei grandi partiti di massa nelle democrazie. E scelgo sempre il partito “solido” rispetto a quello “liquido”. Per questo dico che il Pd deve fare un grande lavoro, rinforzare la sua rete provinciale e regionale, tornare nelle sezioni e nei circoli, valorizzare la sua penetrazione in tutto il territorio. Con il tramonto delle ideologie si è perso il collante ideale, e la moda del partito liquido ha fatto venir meno la tenuta organizzativa. Ecco, sono questi due punti da recuperare: i valori ideali da un lato, e l’organizzazione dall’altro.

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