Cappellin e Scarpa, tra arte e vetro

– In appena sei anni, dal 1925 al 1931, Giacomo Cappellin, “imprenditore ostinato e spendaccione”, e un giovane Carlo Scarpa hanno “rivoluzionato” il modo di fare il vetro a Murano. A quel breve periodo di intensa attività è dedicata la mostra che  fino al 6 gennaio, all’isola di San Giorgio, a Venezia, curata da Marino Barovier, nell’ambito del progetto “Stanze di vetro” che la Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung da alcuni anni dedicano alla riscoperta e allo studio del vetro.

La mostra, “La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-31” (catalogo Skira), attraverso più di 200 opere ripercorre i momenti salienti di una produzione vetraria che ha saputo introdurre a Murano i motivi della modernità, della sperimentazione di colori e forme, di un nuovo modo di dare sostanza all’oggetto in vetro. Scarpa, in particolare, prima di dare vita alla feconda esperienza con Venini, in quegli anni è chiamato a farsi interprete dello stesso Cappellin, la cui forte personalità orientava la produzione, ma anche ad assumere via via maggiore autonomia nella progettazione dei modelli, con il ricorrere di forme geometriche.Tra le particolarità, il grandioso centrotavola in vetro a canne e in vetro trasparente iridato esposto nel 1931 alla Mostra del Giardino Italiano di Firenze.

 

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