CARAVAGGIO? MA QUALE CARAVAGGIO

Da circa un mese circola per Napoli una leggenda metropolitana, consistente nel ritrovamento di due Caravaggio nei depositi della chiesa di S. Anna dei Lombardi. Alla base della bufala vi è un’autorevole fonte documentale: nel Seicento, nella cappella Fenaroli della citata chiesa Caravaggio eseguì tre dipinti: una straordinaria Resurrezione, lodata in maniera entusiastica da tutti i viaggiatori del Grand Tour, con in testa Cochin, che gli dedica ben tre pagine, descrivendola accuratamente in tutti i dettagli ed inoltre vengono eseguiti dal sommo pittore lombardo altre due tele, di cui conosciamo unicamente l’iconografia: un San Francesco con le stimmate ed un San Giovanni Battista.
Alcune settimane fa, appena la notizia ha cominciato a dilagare, il massimo studioso di Caravaggio mi ha telefonato da Firenze chiedendomi di accompagnarlo per un sopralluogo per chiarificare la potenziale autografia.
Nelle more di questo incontro ho deciso di organizzare una delle mie settimanali visite guidate (fig.1) alla chiesa che ospita senz’alcuna indicazione le tele ritornate alla luce dopo un oblio secolare.

L’esame dei quadri ha portato ad un responso del tutto deludente, non solo non ci troviamo davanti ai capolavori perduti del Caravaggio, ma nemmeno davanti ad una copia decente di un seguace, come tutti possono accertarsi dall’esame delle foto, che pubblico in anteprima assoluta (fig.2-3).
A fare compagnia nella cappella dell’Assunta ai due presunti Caravaggio una splendida replica autografa dell’Annunciazione di Scipione Pulzone (fig.4) conservata nel museo di Capodimonte ed uno squallido San Sebastiano (fig.5) di un ignoto, quanto ignobile seguace del Ribera.
In compenso possiamo presentare ai nostri lettori una notevole tela raffigurante la Madonna col bambino che appare a San Carlo Borromeo (fig.6), che giace priva di attribuzione all’ingresso della cappella D’Avalos. Possiamo attribuire con certezza assoluta il dipinto a Carlo Sellitto, di cui in altra cappella si conservano i due documentatissimi lavori del pittore eseguiti nel 1608 e provenienti dall’antica cappella Cortone.
Nonostante, come spesso capita anche visitando mostre pubblicizzatissime, non possiamo ammirare dei Caravaggio, la visita della chiesa è rigorosamente consigliata in dosi massicce a napoletani e turisti, perché costituisce un museo della scultura rinascimentale e possiede alcuni gioielli inarrivabili, dal Refettorio affrescato da Giorgio Vasari al commovente Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni.

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