Carpentieri(PD):”Il giudizio del PD sull’operato di De Magistris è fortemente negativo. Non mi affascinano i discorsi sui veti, perchè i regolamenti e lo statuto del partito, parlano chiaro”

Nel corso della trasmissione Dentro i fatti, condotta da Samuele Ciambriello ed in onda lunedì sulle frequenze di radio club 91, è intervenuto Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del PD di Napoli e sindaco di Melito. Tanti i temi trattati, dall’operato di De Magistris alle alleanze in vista delle prossime elezioni comunali nel capoluogo partenopeo ed all’azione del governo Renzi.

“Il nostro giudizio sulla esperienza di governo di De Magistris, è fortemente negativo. Giudizio che si è esteso anche nelle ultime settimane al modo in cui ha impostato la gestione della città metropolitana. È evidente che in prospettiva la proposta complessiva che il PD vuole mettere in campo, è finalizzata proprio a superare questa condizione di oggettivo arretramento che si è registrata negli ultimi quattro anni, per restituire a Napoli un ruolo di primo piano nel panorama anche nazionale. Non è possibile, infatti, che la città di Napoli debba trovarsi in un perenne stato di contrapposizione istituzionale nei riguardi del governo della regione o con interi pezzi della società napoletana. Chi amministra una città come Napoli deve porsi, al contrario, l’obiettivo di collocare questa città, in una posizione di assoluta primazia nel quadro locale e nazionale, e direi anche internazionale”.

Per quanto riguarda invece l’uso delle primarie per la scelta del candidato a sindaco del PD e sull’identikit di tale candidato, Carpentieri si è così espresso. “Sono dell’idea che le primarie non possano essere uno strumento di guerra interna al partito, ma debbano rappresentare l’occasione per selezionare la proposta migliore da offrire ai cittadini. Fuori da questo schema, non solo non servono, ma finiscono per essere dannose. Ho avuto personalmente, sempre un atteggiamento molto laico nei confronti di questo strumento. Non lo ho esaltato perchè penso che non possa sostituire in tutto e per tutto la politica. A volte, infatti, il ricorso alle primarie è stato il rifugio per una politica che non era in grado di avanzare una propria visione, Nè tantomeno, però, ho demonizzato tale strumento, perchè oggettivamente in altre circostanze ha rappresentato un’occasione per riconnettersi con l’elettorato e con l’opinione pubblica ed aumentare così, il livello di mobilitazione. Per Napoli, credo che abbiamo bisogno di definire in tempi brevi il nostro percorso(credo che entro il mese di ottobre, a questo proposito, avremo già chiara l’idea di come arrivare alla individuazione del candidato). Il 7 febbraio può rappresentare la data giusta per il PD di Milano, dove il centrosinistra ed il PD governano. A Napoli, invece, abbiamo bisogno di continuare a recuperare ed a ricostruire un rapporto con la città, con il nostro elettorato e soprattutto con i tanti che nelle recenti tornate elettorali, hanno preferito restarsene a casa. Da qui, dunque, nasce l’idea di dare vita ad una serie di incontri pubblici tematico – territoriali che prenderanno il via nella seconda metà di ottobre, per poi completare il nostro percorso attraverso i nostri organismi dirigenti, come giusto che sia”. Ma chi si può candidare per concorrere all’elezione di sindaco di Napoli? Su questo, Carpentieri non ha dubbi. “I veti per la candidatura possono sussistere solo per chi non è in possesso dei requisiti previsti dallo statuto e dal regolamento. Ritengo dunque assai assurdi e surreali, i dibattiti su chi possa o meno candidarsi e questo tipo di discorsi, non mi affascinano più di tanto”.

 

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