Chi ha paura della pelle nera

Gli italiani saranno ormai diventati avvezzi a sentir parlare di immigrazione, tanta è la familiarità che hanno col tema, sempre all’ordine del giorno, sotto qualunque luce si affronti la questione, anche quando, non di rado, emergono gli aspetti più spiacevoli e indesiderati. C’è il rischio che si diventi avvezzi pure a quelli, e che quel lato dell’essere umano che in realtà di umano ha poco e niente diventi la normalità. Il leader del Movimento 5 Stelle suscita delle perplessità al riguardo, con un giro di polemiche che parte dagli immigrati e arriva ad Alfano.

Ma procediamo con calma. Tutti sanno del naufragio di Lampedusa dello scorso ottobre, dell’operazione Mare Nostrum e di cosa abbia significato per il nostro Paese. Aggiungeteci poi il virus ebola proveniente dall’Africa (con tutti gli allarmi e le quarantene dichiarate in alcuni Stati del continente nero), e si comprenderà come la parola immigrazione possa generare timori in più di un individuo, e non soltanto italiani. Infine, ricordiamo che appena il mese scorso è stata approvata dal Commissario europeo per gli affari interni Cecilia Malmstrom l’operazione Frontex Plus, che andrà, con ogni probabilità, a sostituire quella d’iniziativa nostrana. Poche cose, ma sostanziali, cambiano tra le due: Frontex Plus ha già ricevuto l’ok di Francia e Germania e, rispetto a Mare Nostrum, svolgerà una più intensa azione di presidio su un’area geografica più ampia e avrà (almeno sulla carta) più fondi e più risorse. Ed è proprio qui che casca Beppe Grillo.

Il politico ed ex comico genovese ha cominciato a strillare da alcuni giorni sul suo blog che il pericolo di un eventuale contagio di malattie infettive provenienti da oltre i nostri confini è molto vicino. Agita parole a caso, il nostro Grillo, buttando a casaccio nel calderone il regolamento di Dublino, la nuova Frontex Plus, reminiscenze storiche inappropriate e la tubercolosi. Parla di 40 poliziotti, incaricati di accogliere i migranti, risultati positivi al test di Mantoux, ma non ha neanche le idee ben chiare su cosa sia. Non sa, ad esempio, che il test Mantoux non promette risultati sicuri al cento per cento, ma genera anzi un elevato numero di falsi positivi o di falsi negativi, e che non rileva soltanto i micobatteri tubercolari, così come non è in grado di distinguere tra un soggetto infetto e un soggetto che sia stato soltanto vaccinato contro la tbc.

Il mycobacterium tuberculosis può rimanere nascosto nell’organismo umano per anni, e quegli agenti potrebbero aver contratto il bacillo anche anni addietro, sempre ammesso che siano effettivamente infetti. Afferma che i migranti portano con loro <<malattie debellate da secoli in Italia>>, e poi cita proprio la tubercolosi, con tanto di hashtag #tbcnograzie, senza sapere che, proprio da noi, all’inizio degli anni 2000, sono stati rilevati casi di tubercolosi estensivamente resistente ai farmaci con conseguenti decessi. E l’immigrazione non c’entrava proprio nulla.

In più ricorda che <<quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena>>. Beppe, ma dove l’hai letto? Soltanto i malati venivano portati all’ospedale di Ellis Island, mica tutti gli italiani, e alla fine ci entravano quasi tutti in America. E poi, se anche fosse, cosa proponi, di vendicarci per il trattamento subito in passato su popoli più sfortunati di noi? Di uniformarci ad una pratica in uso più di un secolo fa?

Ma la ciliegina sulla torta, è la foto di Angelino Alfano che svetta all’inizio di un articolo del blog, in cui il volto del Ministro dell’Interno ha assunto un insolito colorito. È chiaro come il sole che Grillo non vuole altri immigrati in Italia, e in questo come in altri articoli se la prende con Alfano e la sua politica in fatto di frontiere, e per scagliarsi contro di lui che fa? Gli colora la pelle di nero. Come un africano. Senza notare, forse, le implicazioni razziste insite in questo gesto. Evidentemente sa bene come andare a toccare i punti deboli di quella parte del popolo italiano che non vuole altri stranieri sbarcati chissà come a Lampedusa, sventolando lo spauracchio della paura e della diffidenza. È una propaganda che non serve né a noi né a loro, che contribuisce solamente a rendere più difficile la futura convivenza tra persone diverse, come ha già evidenziato il deputato PD Khalid Chaouki, e che di certo è troppo irresponsabile per il presidente di un movimento politico con così tanta visibilità. Va bene la preoccupazione per le condizioni in cui un Paese come il nostro è costretto tutti i giorni a fronteggiare l’emergenza, ma il razzismo, e l’inutile allarmismo, sono altra cosa.

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