Ciarambino: “Io, prima donna candidata alla Regione Campania”

Samuele e Valeria CiarambinoMancano poco più di due mesi alla data delle elezioni regionali fissate, molto probabilmente, per il prossimo 31 maggio: una competizione dura tra i due favoriti, ovvero Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro. Di entrambi si sa tutto, o quasi: il primo sindaco di Salerno, il secondo presidente in pectore della regione Campania.

Di Valeria Ciarambino, quarantenne attivista  del movimento 5 stelle, originaria di Pomigliano d’Arco fino a poco tempo fa si sapeva poco, anche se si è candidata alle ultime europee. Il suo programma è stato presentato in maniera ufficiale solo sabato 7 marzo. Di certo il fatto che sia una donna solare, agguerrita, costituisce una piacevole novità!

Intervistata dal giornalista Samuele Ciambriello nel corso della trasmissione “Dentro i fatti” in onda su Radio Club 91, ha rilasciato una dettagliata intervista sul suo programma confrontandosi anche con l’on Massimiliano Manfredi (Pd).

 

Quali sono i punti chiave del suo programma elettorale?

Sanità, trasporti, lavoro e sviluppo”.

Parliamo di sanità, come è messa la regione Campania? Cosa pensa delle 1118  assunzioni che Caldoro ha promesso?

“Abbiamo le tasse regionali più alte e i servizi più scadenti. Caldoro si vanta di aver risanato la sanità campana, ma lo ha fatto tagliando in maniera indiscriminata discapito dei cittadini. In questi ultimi cinque anni la situazione è rimasta invariata: ha risanato il debito gravando economicamente sui contribuenti. Dichiara di voler fare assunzioni nella sanità quando ci sono precari da stabilizzare.”

Cosa farebbe se fosse presidente della regione per la sanità campana?

Punto primo: dimezzerei le liste d’attesa aumentando il  numero di ore in cui effettuare accertamenti diagnostici come tac e risonanze magnetiche. Lascerei che gli ambulatori fossero sempre aperti per consentire in orari prolungati lo svolgimento degli stessi. È inaccettabile che il cittadino debba sottoporsi ad interminabili liste d’attesa di settimane o anche di mesi, o che addirittura si sia costretti a flussi di migrazione sanitaria verso altre regioni con costi ulteriori a carico della regione Campania per i rimborsi.

Punto due: abolirei i tickets sanitari.

Caldoro ha ridotto la sanità al collasso aumentando i tickets sanitari e fornendo servizi pessimi.

Taglierei inoltre le consulenze d’oro. Otto milioni di euro all’anno in questa regione, gli affitti d’oro, le auto blu: in questo modo sarebbe possibile recuperare 190 milioni di euro in 5 anni.”

Come vede la situazione dei trasporti in Campania?

La situazione dei trasporti è al collasso: esistono in Campania più dirigenti che dipendenti. Inoltre ci sono scarsi controlli sul pagamento dei biglietti. I bus, inoltre, versano in uno stato pietoso poiché non è effettuata manutenzione ordinaria. Il nostro intento sarebbe di acquistare con fondi europei mezzi a metano o elettrici (soprattutto tram che sono meno inquinanti) recuperando risorse del carburante da reinvestire in servizi. Implementeremo, inoltre, il numero delle corse dei treni: corse ridotte dalle 90 originarie a 50 creando disagi ai passeggeri.

Lei si candida solo col Movimento 5 stelle o supportata da altre liste?

Ci candidiamo autonomamente per una scelta di coerenza, non facciamo il calcio mercato o balletti di partito come sono soliti fare gli altri partiti nelle altre alleanze.

Come avete selezionato i candidati per le singole province?

Lo abbiamo fatto in maniera trasparente attraverso votazioni online effettuate da cittadini che hanno potuto selezionare curriculum e videocurriculum dei singoli candidati. Lo stesso meccanismo è stato utilizzato per scegliermi come candidata presidente.

Come avete individuato i candidati sindaci? Il Pd ha usato le primarie, voi utilizzate uno strumento analogo di democrazia interna?

Assolutamente, anche se contestiamo il Pd che ha votato al senato contro un emendamento alla legge elettorale che lo istituiva per legge. Un controsenso che ci appare evidente.

Antonio Bassolino in una lettera al Corriere del Mezzogiorno dichiara che la battaglia per il reddito di cittadinanza è una battaglia di civiltà e che è un fatto positivo che sia stato sollevato dal Movimento Cinque Stelle con tanta forza. Egli, infatti, fu un precursore di tale iniziativa, istituendolo per 183.000 famiglie. Cosa ne pensa?

L’iniziativa che fu intrapresa da Antonio Bassolino si è rivelata fallimentare: misura assistenzialista che pescava dalle liste dei disoccupati senza effettuare un adeguato censimento. La nostra è una misura di avviamento al lavoro che serve a rimettere in moto l’economia locale.

Come funzionerebbe il  reddito di cittadinanza, da voi proposto, crede che sia possibile garantirlo? Ci sono le coperture?

Esso prevede un aggiornamento degli attuali centri per l’impiego dai quali partirebbero le offerte di lavoro: tre proposte verranno inoltrate ai cittadini disoccupati. Essi non potranno rifiutarle, pena la perdita definitiva del contributo.

A questo punto Ciambriello ha chiesto all’onorevole Manfredi, che conosce il problema, cosa ne pensa in merito.

Eccepisco il limite della copertura economica. Insieme al collega Leva presentai un disegno di legge in via sperimentale ma le coperture richiederebbero dai 12 ai 15 miliardi. Ritengo però che la proposta in sé sul piano nazionale e locale sia utile.

Ciarambino risponde così:

Il reddito di cittadinanza ha passato il vaglio della commissione di bilancio del senato perché le coperture ci sono attraverso i tagli: alle spese militari, ai costi della politica, attraverso l’abolizione dei privilegi, sulla tassazione sul gioco d’azzardo (98 milioni di euro). È tempo quindi di firmarlo in aula.

Ciambriello apre poi la questione centrale sulla candidatura di De Luca. Perché lo considerate ineleggibile (per la legge Severino). Può motivarci questa contestazione?

De Luca è un condannato in primo grado per abuso di ufficio e le legge Severino ne prevede l’ineleggibilità. Se vincesse decadrebbe immediatamente. Non abbiamo bisogno di questioni al limite della legalità.

On. Manfredi, ci dia invece la sua opinione.

De Luca è candidabile ed eleggibile. Io sono per il rispetto delle sentenze ed anche quelle del Tar oltre che quelle di primo grado.

Il caso De Magistris è indicativo che il Tar possa ribaltare la situazione sospendendo la Severino. Ci sono inoltre le eccezioni di costituzionalità che limitano la validità della Severino.

Chiedo a entrambi di intervenire sul tema dei rifiuti. A Napoli, nonostante i grandi proclami, la differenziata si attesta al 20%, in Campania si attesta sul 50%. Come la implementerebbe e come sfrutterebbe questa risorsa? 

On. Manfredi: quando il centro sinistra ha governato ed è stato travolto dall’emergenza rifiuti non ha avuto il coraggio di completare ; con la stessa schiettezza bisogna prendere atto che dopo 5 anni di Caldoro e 2 anni e mezzo di De Magistris non c’è un solo impianto in più di compostaggio in Campania e/o a Napoli. In secondo luogo, è vero che fa piacere a tutti non avere rifiuti in strada ma non si può sempre esportarli (a Napoli li mandiamo in Olanda e in regione in Puglia).

 

On. Ciarambino: Noi abbiamo un’idea ben diversa da quella del Pd. Siamo contrari ovviamente ad inceneritori voluti fortemente dal Pd con lo sblocca Italia. Noi puntiamo su una raccolta differenziata porta a porta. Dagli impianti di riciclaggio dei rifiuti si otterrebbero innumerevoli posti di lavoro (dal 10 al 20% in più rispetto agli inceneritori).

Un progetto molto valido che proponiamo è quello del distretto del riciclo, un meccanismo virtuoso. Partendo dal dato oggettivo che le ecoballe presenti sul territorio sono pari a 6 milioni di tonnellate, ciascuna di esse verrebbe aperta attraverso strumentazioni mobili, atte ad individuare e prelevare materiale riciclabile, per poi immetterlo nel circuito produttivo. Il materiale di risulta, ovvero quello non produttivo, verrebbe invece sottoposto  con temperature altissime  ad un processo di vetrificazione per trasformarsi in materiale edilizio: una vera e propria miniera d’oro!”.

 

 

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