Diritti umani: alla Camera si vota sulla commissione d’inchiesta sui Cie

E’ iniziata ieri sera e continuerà oggi nell’aula di Montecitorio la discussione degli emendamenti alla proposta di legge di istituzione di una Commissione d’inchiesta che indagherà sul trattamento dei migranti nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione), nei Cara (centri per richiedenti asilo) e nei Cpsa (centri prima accoglienza e soccorso). La legge, frutto dell’unificazione di tre proposte di deputati di diversi schieramenti avvenuta a metà ottobre, ha come relatore il campano Gennaro Migliore ed è arrivata in aula a oltre un anno di distanza dalla tragedia di Lampedusa che scosse particolarmente l’opinione pubblica.

Fu allora che maturò nella società civile  e tra i legislatori la convinzione che il sistema fosse inadeguato rispetto al bisogno dei migranti e che una commissione parlamentare potesse fare luce su un modello di accoglienza troppo sbilanciato sul fronte del contenimento degli arrivi rispetto alla funzione di integrazione che lo aveva visto nascere, sollevando dubbi su eventuali maltrattamenti e condizioni disumane riservate agli ospiti delle strutture.

La commissione sarà monocamerale e composta da 21 deputati e avrà durata limitata. Non sarà un duplicato del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, tra i cui compiti rientra anche la vigilanza e il controllo in materia di immigrazione, ma accerterà con gli stessi poteri e limitazioni dell’autorità giudiziaria, eventuali condotte illegali e atti lesivi dei diritti fondamentali della dignità umana all’interno dei centri. All’esame del Comitato dei nove anche un emendamento della Lega Nord che prevede la possibilità di verificare la liceità dei comportamenti tenuti dagli immigrati all’interno delle strutture.

La legge aspira al superamento del modello attuale e in particolar modo dei Cie. Attualmente, secondo i dati del ministero dell’Interno, sono cinque quelli operativi sul territorio italiano. Nel 2013 sono state 5431 le persone trattenute nei centri di identificazione, di cui 585 donne, con tempi di permanenza di 18 mesi e in alcuni casi anche di più. In tal senso è già intervenuta la legge 161 del 30 ottobre 2014, pubblicata lunedì in Gazzetta Ufficiale, che recepisce una normativa europea e porta da 18 a tre mesi il tempo di permanenza consentito nei CIE.

«Finalmente si votano gli emendamenti per l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul sistema d’accoglienza in Italia a partire dai CIE e CARA. L’obiettivo è capire come sono stati spesi i tantissimi fondi pubblici, il livello di rispetto dei diritti umani e contemporaneamente capire quali sono le buone pratiche al fine di proporre un modello nazionale di accoglienza – ha commentato il deputato del Partito Democratico Khalid Chaouki – Andiamo avanti e grazie al collega Gennaro Migliore per il suo importante lavoro preparatorio verso la nascita di questa importantissima Commissione».

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