CITTA’ DEL MESSICO , MOSTRA STORICA IN ONORE DEL RAPPORTO TRA IL MESSICO E LA SANTA FEDE !

Nell’antico  collegio di Sant’Ildefonso, struttura di indiscussa bellezza storica e strutturale,  la sua costruzione  quale seminario avvenne nel 1558 per volontà dei gesuiti. In nove elegantissime sale, in uno spazio di oltre 1650 metri quadrati, ha luogo una esposizione di ben centottanta opere. La loro provenienza, hanno un’origine da luoghi particolari simbolo ed espressione di cultura tramandata nei secoli, i Musei Vaticani, la Fabbrica di San Pietro, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Sagrestia Pontificia, anche il prestigioso Museo del Tesoro della Basilica di San Giovanni in Laterano ha collaborato con splendidi ed unici arredi liturgici, la mostra inoltre ha quadri e testimonianze provenienti dai più importanti musei locali, dall’archivio storico della provincia messicana della Compagnia di Gesù e da collezioni private. È stato vivamente ribadito durante la conferenza stampa di presentazione, dal Ministro della Cultura, María Cristina García Cepeda, dei legami culturali che il Messico ha stabilito con la Città del Vaticano, «la mostra  De San Pedro a Francisco, Dos mil años de arte e historia. E’ stata allestita per festeggiare il venticinquesimo anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra il governo messicano e la Santa Sede, avvenuto il 21 settembre 1992». L’esposizione, è stata  inaugurata il 18 giugno dal Presidente Enrique Peña Nieto e aperta al pubblico da mercoledì 20 giugno, con l’intendo di testimoniare attraverso l’arte e la cultura un dialogo tuttora in corso, riavviato un quarto di secolo fa, la mostra è a cura di: Barbara Jatta direttore dei Musei vaticani, Alessandra Rodolfo, Adele Breda, Sandro Barbagallo e Pietro Zander, e dai membri della Comisión Museológica y Museográfica Miguel Ángel Fernández e José Enrique Ortiz Lanz, coordinati da Bertha Cea Echenique e Antonio Berumen. L’ingresso sarà gratuito basta registrarsi su www.desanpedroafrancisco.com, è resterà aperta fino al 28 ottobre p.v., il visitatore potrà vedere da vicino pezzi mai usciti dai Musei (come nel caso dell’Annunciazione di Marcello Venusti, restaurata per l’occasione) e ripercorrere la storia bimillenaria della Chiesa cattolica attraverso un itinerario che si snoda a partire dalla sezione «I fondamenti della Chiesa: il sangue dei martiri» per arrivare ai giorni nostri. Da San Pietro a Papa Francesco soffermandosi su temi particolarmente significativi per i cristiani, come la costruzione della basilica vaticana, approfonditi, spiegati e illustrati con infografiche, video, animazioni. Il pezzo più antico risale al primo secolo dell’era cristiana, mentre quello più recente all’elezione di Papa Francesco. Un’occasione preziosa, nella sua dichiarazione, il Ministro María Cristina García Cepeda, «sicuramente sorprendente per chi prenoterà una visita» dato che «l’arte e la cultura rappresentano la forma di dialogo più franco, diretto ed efficace che ci sia tra gli esseri umani. L’arte comunica, unisce, l’arte porta pace e armonia». Per i messicani sarà anche l’occasione per vedere di nuovo, ma inquadrati in un diverso contesto, capolavori a loro già noti,  come il ritratto di suor Juana Inés de la Cruz di Juan Miranda, uno splendido dipinto a olio del XVIII secolo, o San Dionisio Papa e confessore di Miguel Cabrera, sempre del XVIII secolo. Il gemellaggio tra il Messico e la Santa Sede passa anche attraverso un ricostruzione e o il traferimento di un po’ di Vaticano in America latina in modo non virtuale. Un particolare degno di nota è la storia commovente di Karitina, settantasettenne contadina del Querétaro che, nel giugno di un anno fa, dopo un tour “virtuale” della Cappella Sistina in Messico (grazie alla simulazione messa a punto dal regista Gabriel Barumen in collaborazione con i Musei vaticani) vinse un viaggio premio a Roma.  Karitina in quell’occasione disse in dialetto nahuatl, l’antica lingua uto-atzeca «Entrare nella vera Sistina è un’emozione incredibile, non so come dire, si respira Dio».

 

Raffaele Fattopace 

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