Commemorazione Adriana Tocco: un insegnamento che resta

Napoli, un ultimo e commovente saluto ad Adriana Tocco con le voci del coro giovanile del Teatro San Carlo sulle note della sua canzone preferita ‘O surdato ‘nnammurato .

Palazzo del Consiglio Regionale della Campania, la sala è gremita, le persone sono venute per ricordare Adriana Tocco, primo Garante dei detenuti della Campania, deceduta lo scorso diciassette agosto, lasciando in tutti una profonda ferita.  Adriana Tocco era un ex professoressa di liceo, quando il Consiglio la elesse Garante, tutti si domandarono che contributo avesse potuto dare ai detenuti una persona che di carcere non se ne intendeva, ma, come afferma il Direttore del carcere di Benevento Maria Luisa Palma, la scelta si rivelò ben presto giusta, poiché Adriana, aveva una grandissima capacità, quella di ascoltare le persone, tutte le persone, dai poliziotti ai detenuti. Il Presidente del consiglio regionale della Campania, Rosa D’Amelio, descrive alcune delle piccole battaglie quotidiane che Adriana conduceva per i detenuti, per il superamento definitivo dell’ex Opg ma anche per il degrado della Sanità, problema ancora irrisolto. Ciò che l’ha resa ordinariamente straordinaria è l’obiettivo che accompagnava le sue azioni, ovvero, realizzare un nuovo modello di carcere che ponesse al centro la dignità degli uomini e delle donne che scontavano una pena, per far in modo che fosse garantita loro una possibilità di riconciliazione con la società. Invece, il nuovo Garante dei detenuti, Samuele Ciambriello, si fa portavoce della passione che Adriana metteva nel far accedere i giovani delle scuole nelle carceri in modo da permettergli di comprendere come si vive all’interno del mondo carcerario e a cosa sarebbero andati incontro. Per non dimenticare il coraggio investito nel denunciare alcune delle situazioni che si verificavano e si verificano nelle carceri, soprattutto a Poggioreale, in rispetto anche alla denuncia Torreggiani, detenuto che insieme ad altri, fece emergere le condizioni negative degli spazi nelle celle. Ciambriello inoltre asserisce che continuerà la missione di sensibilizzazione della politica e della società circa le condizioni di vita vissute in carcere iniziata da Tocco, perché essere Garante non significa “difensore” ma colui che promuove e che risveglia la coscienza critica dei cittadini e soprattutto come lei ci ha insegnato: <<andare oltre i muri dell’indifferenza>>. L’antropologia di Adriana Tocco, come emerge da alcune testimonianze, era di considerare ogni individuo sempre e dovunque, ciò vuol significare che al di là delle azioni giuste o sbagliate che si possano commettere, non va mai dimenticato, che dietro vi è sempre una << persona>>.   L’insegnamento più forte che ha lasciato in eredità a coloro che si impegnano all’interno della realtà carceraria è di farsi ponte tra l’interno e l’esterno oltrepassando le mura che ci allontanano gli uni dagli altri. Infine si può affermare che Adriana ha raffigurato l’abbraccio tra l’istituzione carceraria e la società.  Oggi la sua memoria ci lascia un importante interrogativo: tu da che parte stai? << Lei, come esempio di umanità e generosità, era dalla parte di chi ha conosciuto l’inferno per se stesso e per gli altri, forte della consapevolezza che tutti hanno il diritto di recuperare un po’ dell’innocenza persa>>.

A chiudere questa giornata dedicata al ricordo di Adriana Tocco, il coro dei giovani del Teatro San Carlo si sono esibiti con un repertorio di canzoni che a lei piaceva ed infine hanno omaggiato il suo operato con una canzone scritta da un detenuto dal titolo:  “sunnann a libertà”.

IRENE IERVOLINO

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