Condanna De Magistris. Gli animi del Partito Democratico

di Sveva Scalvenzi

La condanna di Luigi De Magistris  è stata un po’il leitmotiv della Fonderia delle Idee, le tre giornate a Bagnoli, organizzate dal PD, per creare un  laboratorio d’idee e proposte. Le vicende giudiziarie del Sindaco di Napoli sono ormai argomento di discussione di qualsiasi dibattito politico. Il primo cittadino, che da tempo può contare su una maggioranza risica, ha dinanzi a sé invece, un gran numero di oppositori, che in questo momento vogliono le sue dimissioni. Nonostante il clima ostile, durante l’ultimo Consiglio Comunale, svoltosi dopo la condanna del Sindaco, il bilancio del 2014 è stato approvato. Lo stesso De Magistris si è detto contento del grande senso di responsabilità dimostrato dal Consiglio, che non ha approfittato del momento di debolezza, ed ha votato per far passare un documento molto importante per la città di Napoli.

La situazione attuale, però, non è così chiara. L’approvazione del bilancio, infatti, non significa che l’opposizione abbia voluto dimostrare un sostegno al Sindaco. Tutt’altro, gli esponenti dei diversi partiti, credono che De Magistris debba al più presto dimettersi, ma nonostante la sua scelta, hanno deciso di aspettare la decisione del Prefetto, senza rendersi protagonisti di alcuna manifestazione contraria. Anche il Partito Democratico attenderà che la legge segua il suo corso. Molti esponenti del partito hanno parlato della vicenda De Magistris, durante i loro interventi alla Fonderia delle Idee. E’opinione comune all’interno del PD, che il Sindaco debba dimettersi subito. L’ipotesi più condivisa è che si ricorra alle elezioni anticipate, perché i cittadini possano votare il futuro sindaco della città metropolitana nascente.

Gli interventi di alcuni esponenti del PD.

 

Antonio Bassolino (ex sindaco di Napoli ed ex Governatore Campania). «Noi dobbiamo fare un discorso d’umiltà e di responsabilità, non dobbiamo contraccambiare De Magistris, non dobbiamo mescolare vicende giudiziarie in campo politico, dobbiamo tenere i toni giusti, non abbiamo bisogno di attaccare inciuci, dobbiamo avere noi i nervi saldi in questo momento, la legge segue il suo corso, è sospetta la sospensione, come molti sostengono. A me sembra inimmaginabile che si possa andare sia all’istituzione di un vicesindaco anche lui condannato, non si può andare avanti così».

Leonardo Impegno (membro Direzione Nazionale PD). «De Magistris è attualmente all’opposizione, la situazione è talmente grave, che io credo si debba prendere subito una decisione e andare alle elezioni anticipate, anche perché c’è un intreccio istituzionale che non si è mai verificato nella storia della Repubblica italiana. Un sindaco che è sospeso e subentra un vicesindaco, che diventa automaticamente il sindaco anche della città metropolitana, quindi un signor nessuno, che deve governare tre milioni e mezzo d’abitanti, non credo si possa andare avanti così».

Pina Picierno (Eurodeputata Pd). «La legge è uguale per tutti, noi non vogliamo entrare nel merito di vicende giudiziarie che non ci interessano, ma vogliamo ripetere quello che abbiamo sempre detto cioè che Luigi De Magistris avrebbe dovuto dimettersi prima, per la sua incapacità politica, per le condizioni disastrose in cui versa questa città, per le promesse non mantenute, per la sua capacità di scansarsi dai sensi di responsabilità di qualsiasi cosa accada in questa città».

Gennaro Migliore (Deputato Libertà e diritti- Socialisti europei). «A me tra tutte le dichiarazioni che ha fatto ieri il sindaco di Napoli, una mi ha colpito molto, ha detto che vuole tornare a fare il sindaco tra la gente, scendendo per strada, onestamente per scendere per strada non c’era bisogno di una condanna. Noi abbiamo sentito la mancanza di un’amministrazione, ed è per questo motivo che i coltelli, che sono stati messi nel corso dell’ultima discussione del consiglio comunale che si è concluso questa mattina, sono fragili non perché non ci sia una sentenza, sono fragili perché non c’è un progetto per un’altra stagione politica. Va riaperta una stagione di speranza. Io non voglio Napoli in onda su Servizio pubblico di Santoro, io voglio un vero servizio pubblico che funzioni a Napoli».

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