Coraggio, cambiamento, merito: le parole chiave del nuovo Pd

Anche la seconda giornata della Fonderia delle idee lanciata dal Partito Democratico sembra aver dato i suoi buoni frutti, con i 10 tavoli di discussione e l’assemblea nel pomeriggio in cui i tanti interventi dei giovani democratici e dei volti noti, politicanti e non, hanno portato in primo piano i vizi e i malcostumi che avvelenano la vita pubblica (e non solo) della regione Campania, ma soprattutto le energie, i buoni propositi e i valori che ancora emergono nella terra felix del Sud Italia. Un insieme di interventi appassionati e di convinte dimostrazioni di affetto verso la propria città e il proprio Paese, che fanno presupporre che, di queste tre giornate, non resteranno soltanto chiacchiere al vento, ma che proprio da qui potrà riprendere il futuro di tutti i cittadini campani che sperano e si impegnano ogni giorno per un’Italia migliore per tutti. Si va dagli esponenti del CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, un orgoglio tutto campano con sede a Capua, per ricordare che le eccellenze italiane partono anche da qui e che è proprio qui che le aziende devono rimanere, ai membri del corpo docente universitario che hanno portato all’attenzione degli astanti la necessità di sfruttare adeguatamente i fondi europei, ma anche di pensare ad un’Europa più aperta in cui la Campania possa giocare il suo ruolo da protagonista. C’erano il Responsabile relazioni istituzionali di Fincantieri Marcello Sorrentino, che sottolineava come la produttività italiana abbia subito una battuta d’arresto che dura da trent’anni, il cantante napoletano Enzo Avitabile che proponeva di rinunciare alle iniziative che vengono dall’alto e che non sono vicine ai problemi reali del popolo, la senatrice Angelica Saggese che rilanciava la sfida a rivalorizzare il centro storico partenopeo e l’intera edilizia locale. E poi ancora l’ex Sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, il sindaco di Giffoni Paolo Russomando, il presidente della sezione del PD di Avellino Roberta Santaniello, ognuno con la voglia sconfinata di mostrare al mondo che Napoli non è soltanto un brutto titolo di giornale.

Un boato di applausi ha accompagnato il discorso di Antonio Bassolino, a tratti più vicino a una requisitoria contro la malapolitica degli ultimi tempi per i toni accorati e amareggiati, ma anche, e soprattutto, un discorso fiducioso e controllato nel ribadire il bisogno di rimanere con i nervi saldi in questo difficile momento, nonostante la situazione De Magistris: «Dobbiamo sempre di più rimettere in primo piano la politica assieme a nuove idee programmatiche, perché la politica è la grande latitante di questi tempi» sono state le parole dell’ex sindaco e Presidente della Regione Campania, che si è detto convinto dell’impellente necessità di costruire un’alternativa a Caldoro e a De Magistris, cosa che va fatta anteponendo ad ogni interesse privato il bene di Napoli, anche allo stesso Partito Democratico se sarà opportuno. Del resto, Bassolino non ha risparmiato neanche il PD, affermando che avrebbe dovuto svolgere una più decisa opposizione in questi anni di governo del Centro-Destra in Campania. «C’è una crisi profonda, ed è una crisi politica», ha poi continuato, per poi concludere che per sanare i problemi alle radici non bastano il sindaco o i consiglieri da soli, ma è essenziale avere la collaborazione di tutti.

Interviene a difendere in prima persona la Fonderia anche Pina Picierno, uno dei promotori di questa piattaforma non soltanto virtuale di scambio e di dibattito, prendendo la parola contro chi, dalle pagine dei quotidiani, ha contribuito a screditare l’iniziativa nelle scorse settimane: «La Fonderia è soprattutto politica. Il PD è un partito aperto, che è tornato nelle piazze e non ha paura del confronto. Oggi il PD ha una sola regola: avversare tutti coloro che sono al potere ma non rappresentano davvero il Paese». Pina Picierno è uno di quei giovani esponenti della politica odierna che hanno voglia di fare, di non piangersi addosso e di non starsene con le mani in mano. Anche lei ricorda i fallimenti del Centro-Sinistra che gravano sulle spalle del PD, ma non teme che il passato politico del partito possano ostacolare l’emergere di esperienze, talenti e competenze che abbondano e da cui si può ripartire per ricostruire la nostra terra mattone su mattone.

Atteso anche l’arrivo di Rosy Bindi che, purtroppo, non ha potuto raggiungere Bagnoli in questa giornata. Inattesa da tutti, invece, era la presenza del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, a cui è toccato uno degli interventi finali. De Luca, già sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti durante il governo Letta, è stato protagonista di una delle più infiammate orazioni che abbia ospitato la sede di Città della Scienza in quest’occasione: «Noi siamo chiamati ad affrontare una drammatica contraddizione. La Campania è sull’orlo di un declino storico, e le sue classi dirigenti sono indecenti. Noi abbiamo il dovere di prendere in mano il destino di una regione che è ultima, in tutto il Paese, per utilizzo di fondi europei, disoccupazione giovanile, trasporti pubblici.». Non mancano le punte di eccellenza, come tutti sappiamo, ma non saranno queste a salvarci: De Luca ricorda con rammarico ed indignazione la questione della terra dei fuochi, dei ragazzi che non hanno altra alternativa che abbandonare le proprie famiglie e le proprie città per emigrare, delle ecoballe di Giugliano, degli ospedali sovraffollati e di una burocrazia che non riesce a tenere il passo con i tempi che cambiano.

E i tempi, in effetti, sono cambiati davvero. Se questo è il nuovo PD, se questa è la giovane Italia che si rimbocca le maniche per dare lustro al nostro patrimonio paesaggistico, urbano e culturale, allora c’è da ben sperare. Perché negli occhi e nelle parole di chi è passato di qui, alla Fonderia, per raccontare, per denunciare, per incitare e anche solo per assistere, si legge davvero la voglia di voltare pagina con il passato.

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