CRIMINALITA’ A NAPOLI, RIPARTIRE DALL’EDUCAZIONE

La criminalità a Napoli è un problema che deve essere affrontato. Radicata nel territorio, in ogni sua manifestazione, dalla micro-criminalità alle organizzazioni di stampo camorristico, deve essere debellata. Negli ultimi tempi si è tornato a parlare della violenza che abita Napoli e le sue periferie. Il susseguirsi di agguati camorristici, di aggressioni da parte di minorenni e di rapine ha riacceso l’attenzione mediatica sul capoluogo partenopeo.

La reazione del Governo è arrivata immediata, il Ministro Alfano, infatti, all’indomani dell’ennesimo omicidio di stampo camorristico, ha deciso d’intervenire subito inviando 250 uomini dell’esercito per rafforzare il controllo. Ed effettivamente l’esercito è arrivato, basta camminare per le strade cittadine per rendersene conto. E non c’è dubbio che con l’arrivo delle forze armate, aumenterà anche il controllo. Ma la soluzione non può essere questa. In molti, dopo le dichiarazioni di Alfano, avevano sollevato la questione che una criminalità tanto radicata nel territorio, non può essere debellata con il solo invio dell’esercito. L’invio dell’esercito, infatti, va bene come reazione immediata, ma andrebbe affiancato a provvedimenti differenti, che puntino alla sensibilizzazione dei minori e alla loro educazione, non alla semplice repressione. Soltanto pochi giorni fa, con l’esercito già presente per le strade, un giovane sedicenne è stato aggredito da una baby gang per essersi “permesso” di difendere una coetanea presa di mira dal branco. Una violenza efferata, che inorridisce ancora di più, perché compiuta da ragazzini. Per questo sono in molti a replicare che per risolvere questo fenomeno si deve ripartire dall’educazione, iniziando ad alzare l’obbligo scolastico ai diciott’anni.

Portavoce di quest’altro tipo d’intervento è stato il movimento guidato da alcuni parroci dei quartieri cittadini a rischio, #Unpopoloinmovimento. Movimento i cui rappresentanti nella giornata di ieri, hanno richiesto al Governo l’invio di 250 maestri di strada, perché l’esercito non basterà a risolvere il problema: «Questa settimana hanno inviato a Napoli 250 militari. Noi chiediamo che la prossima settimana mandino a Napoli 250 maestri di strada». Prolungare l’orario scolastico, aprendo le scuole anche nel pomeriggio, incrementare il lavoro giovanile valorizzando i beni comuni della città, come terreni e immobili confiscati alla Camorra, sono le proposte concrete che il movimento ha esposto al Governo. Interventi, quelli suggeriti dal movimento, focalizzati sulla rieducazione di questi giovani, unico modo per ottenere un esito importante, soprattutto nel lungo periodo.

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