De Luca, De Magistris e la Severino, come andrà a finire?

La vicenda della Legge Severino riguardante il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il candidato PD alle prossime regionali della Campania, Vincenzo De Luca, non sembra incontrare una fine. Pare, infatti, che la decisione del Tar presa in merito alle due sospensive, dei rispettivi sindaci, possa essere impugnata. Sarebbe stata la Procura Generale ad accettare il ricorso contro la legittimità del Tribunale amministrativo regionale e del Consiglio di Stato, di esprimersi e deliberare riguardo le sospensioni degli elettivi, previsti dalla Legge Severino. In parole povere, secondo la Procura, non spetterebbe né al Tar, né al Consiglio di stato, decidere se un sindaco, portando gli esempi di De Luca e De Magistris, possa continuare a fare il suo lavoro, anche dopo essere stato condannato.

La Procura, quindi, avrebbe riaperto il caso riguardante i tre ricorsi contro la decisione del Tar di reintegrare il sindaco Luigi De Magistris. Ricorsi di cui, uno fu della Prefettura e i restanti, uno dell’associazione napoletana Alpi e l’altro, del Movimento difesa del cittadino. Ricorsi che il 26 maggio prossimo, data decisa dal Sostituto Procuratore Generale, Luigi Salvato, dovrebbero ottenere una risposta. Risposta che se positiva potrebbe portare nuovamente alla sospensione dell’ordinanza della Prefettura e quindi, direttamente a quella di De Magistris. Anche Vincenzo De Luca potrebbe essere investito da questa decisione, poiché qualora dovesse vincere le elezioni, la carica di Presidente della Regione sarebbe incompatibile con la sua condanna.

Il primo cittadino di Napoli ha subito commentato quest’ipotesi, dicendosi fiducioso che tutto andrà per il meglio: «Una vicenda giudiziaria infinita. La mia storia è diversa da quella di De Luca e Berlusconi, la vicenda e, ne sono convinto, si definirà con una riforma del processo d’appello, è lì che si giocherà la partita finale».

Vincenzo De Luca, invece, ha dichiarato di non essere assolutamente preoccupato dall’intera questione: «Tribunale regionale amministrativo non competente sulla decisione? Vorrà dire che faremo ricorso al tribunale ordinario. Per me non cambia nulla, non sono preoccupato».

Anche l’Onorevole PD, Fulvio Bonavitacola, è convinto che non cambierà nulla. In una lunga nota ha spiegato le ragioni, per cui a parer suo, la decisione che sarà presa, sarà la stessa già espressa dal TAR. «Che la legge Severino contenesse molti elementi di approssimazione era già noto. Tra questi anche il dubbio sulla giurisdizione, se spettante al giudice amministrativo o al Tribunale ordinario. La sostanza non cambia. Anche quando a pronunciarsi è stato il Tribunale ordinario, le conclusioni sono state le stesse del TAR Campania, che ha prontamente reintegrato gli amministratori sospesi. La Corte d’Appello di Bari, a fine dicembre 2014, ha reintegrato nella carica un consigliere regionale sospeso, sollevando numerose eccezioni d’incostituzionalità della Legge Severino, sui cui la Corte sarà chiamata a pronunciarsi». Nota conclusa dicendo, che spetterà al Parlamento, quando riterrà giusto e opportuno, apportare correzioni fondamentali a quella parte di legge, ritenuta da molti, sbagliata. Qualunque sarà la decisione, per ora le sorti del sindaco De Magistris e del candidato PD alle regionali della Campania, Vincenzo De Luca, sembrano essere ancora incerte.

 

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