Del Basso De Caro: «Primarie? Sarebbe meglio una soluzione condivisa»

«Speriamo di terminare l’opera in due anni, entro dicembre 2016, e di inaugurarla a gennaio 2017». Il sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro è stato in provincia di Avellino ieri per visitare due aziende, Ferrero e Altergon, che nei rispettivi settori (agroalimentare e farmaceutico) rappresentano l’eccellenza. Un mini tour quello dell’onorevole sannita, accompagnato dalla consigliera regionale D’Amelio, che segue la tappa in Alta Irpinia del premier Matteo Renzi e che ha previsto anche una sosta a Caposele sul cantiere della Pavoncelli bis, la grande galleria di adduzione idrica che sostituirà la vecchia Pavoncelli, realizzata nel 1900, danneggiata dal sisma del 1980 e oggi a rischio cedimenti.

«Si tratta di un’opera con tecnologie avanzate che porterà l’acqua irpina a una popolazione di 1 milione e 300mila abitanti, soprattutto pugliesi ma pure lucani, che sorge sul confine campano, interessa i Comuni di Caposele, Conza e Teora e ha richiesto un investimento di 160 milioni di euro, una cifra non di poco conto per lo Stato – ha spiegato Del Basso De Caro – Quali le ricadute per i territori? Dovrà stabilirlo l’accordo di programma che sarà firmato tra cinque regioni (Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Lazio) e nel quale vanno stabilite le compensazioni per i territori. Se è vero che l’acqua è un bene comune e i rubinetti non si possono chiudere, occorre immaginare un meccanismo compensativo. La provincia di Avellino serve due grandi capoluoghi del Mezzogiorno: qui a Caposele riforniscono Bari, a Serino Napoli. Io da capogruppo PD in Regione ho più volte sollecitato Caldoro perché fosse firmato l’accordo. Inoltre siamo alla vigilia di una legge regionale che punta a istituire un’unica Ato e che va discussa e rivista. In altre parole, così come è non va bene».

Altra opera “cara” al sottosegretario la Telesina, arteria stradale del suo Sannio, protagonista recentemente di un giallo. «Sul raddoppio della Telesina non c’è alcun intoppo, se non nella mente di chi non sa leggere in italiano. C’è stato un emendamento che ho patrocinato, presentato dalla senatrice Saggese, ma non entrato nel maxiemendamento perché secondo le opposizioni le questioni del territorio non potevano essere inserite nella legge di stabilità. Se avessero letto l’emendamento Saggese, avrebbero capito che si trattava solo di revocare il promotore e porre l’opera in capo ad Anas come soggetto attuatore. Cosa che confido accada a breve per via amministrativa».

A margine Del Basso De Caro si soffermato sulle vicende del Partito Democratico in Campania, che vedono i candidati alle primarie non retrocedere dalle loro posizioni e pezzi di democratici e di possibili alleati preferire la via del candidato unico.

Onorevole, giovedì Sel con Vozza e Aurisicchio ad Avellino ha ribadito che se il PD andrà avanti sulla strada delle primarie, proporranno un progetto alternativo. C’è il rischio di dividere il partito e il centrosinistra. Si può dire che la gestione finora non sia stata costruttiva da parte dei democratici?

«Assolutamente sì. Io sono tra coloro che nel PD da tempo dice che le primarie sono un’opportunità, non un obbligo di legge. Sono un esercizio di democrazia che chiama a esprimersi i cittadini, indipendentemente dal possesso di una tessera. Ma è utile ricercare una soluzione unitaria e condivisa per evitarle. Ribadisco: non sono una iattura. Il 30 dicembre nella Direzione regionale del partito abbiamo aderito alla richiesta di rinvio arrivata dalla segretaria Tartaglione che immagino l’abbia avuta da Roma. Ora però bisogna decidere non solo il candidato ma la coalizione, e prima della coalizione direi il programma. Molto spesso si comincia dalla coda, invece vengono prima i programmi condivisi, poi la coalizione che si ritrova su quel progetto e infine il candidato. Non si fa questo? Significa che voteremo alle primarie del 1 febbraio ognuno secondo le proprie convinzioni».

E quanto alla possibile candidatura, sul fronte sannita, di Fausto Pepe a consigliere regionale?

«Deciderà la direzione come da Statuto, è prematuro parlarne visto che manca ancora il candidato a governatore. Ci sono tanti nomi possibili e astrattamente idonei. Servirà fare sintesi per forza, visto che il posto disponibile è uno».

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