Dentro i fatti, l’agricoltura campana tra bonifiche e prodotti da tutelare

Le parole di Saviano sono al centro delle polemiche degli ultimi giorni. Lo scrittore, come noto, è tornato sulla vicenda Terra dei Fuochi per accusare le Istituzioni di minimizzare la questione dei terreni da bonificare.

«Non sono d’accordo con le parole di Saviano, è una sua opinione. Io ragiono sui dati che ci arrivano da Roma, al tavolo al quale ha partecipato anche l’istituto superiore di Sanità, che sono molto più incoraggianti rispetto a quanto si è immaginato. Parliamo di poco più di 50 ettari di cui 30 interamente No-Food. Dagli esami specifici agronomici-ambientali, i prodotti quei terreni sono risultati non nocivi per la salute dei cittadini”. Daniela Nugnes, assessore regionale all’agricoltura, interviene sulle parole di Roberto Saviano che ha accusato di minimizzare la reale situazione di inquinamento dei terreni campani».

Oggi, però, ci sono molti che non hanno fiducia dei prodotti agricoli regionali. Si contano diversi casi di piccoli esercizi commerciali che specificano di non utilizzare prodotti locali. «Rispetto a queste persone – ribadisce l’assessore Nugnes – purtroppo la politica in genere non può dare molta credibilità. Mi piacerebbe sapere se realmente quei prodotti sono di altre regioni come pubblicizzano. In ogni caso, purtroppo, devo riscontrare che è crollato il mercato per il piccolo commerciante o l’agricoltore non inserito in meccanismi più grandi».

A pagare lo scotto maggiore, le imprese e le produzioni della provincia di Caserta. «Io sono di quella zona – conclude la Nugnes – e posso affermare che lo Stato non era visto, fino ad alcuni anni fa, come organo che poteva tutelare i cittadini, anzi era l’antistato a dare più fiducia. Finalmente riscontro che questa tendenza si è invertita».

 Torna sulla questione delle terre contaminate anche Alessandro Mastrocinque, presidente CIA (confederazione italiana agricoltori, ndr.), per il quale «i risultati delle terre sono chiare, l’analisi dei prodotti non hanno riscontrato anomalie. Di fatto dove produciamo non ci sono problemi. Un dato è certo, abbiamo pagato un grosso danno di immagine per la questione dei rifiuti e spero che siano proprio i mezzi mediatici a far si che recuperiamo l’immagine dei prodotti campani famosi nel mondo».

«La Campania ha grosse prospettive – secondo Rosetta D’Amelio, consigliere regionale PD – ma non le valorizza affatto. Un esempio su tutti è la questione delle castagne, un segmento agricolo dove la Campania era la prima regione in Europa. Per un virus che ha colpito gli alberi abbiamo perso il 70% della produzione negli ultimi due anni e la Regione non ha fatto nulla. L’unico dato sul quale insisto è che in piena recessione le uniche aziende che chiudono i bilanci in positivo sono quelle del comparto agricolo».

Intanto, dopo proclami e leggi approvate, aspettiamo ancora l’avvio dei lavori di bonifica

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