Di Maio: “Chiederò il risarcimento ai transfughi del M5s”. La proposta del ministro degli Esteri scatena una pioggia di critiche: “Non conosce la Costituzione”.

E’ ora di “mettere la parola fine al cambio di casacche” in Parlamento. Lo ha detto Luigi Di Maio annunciando che chiederà il risarcimento di 100mila euro ai transfughi del Movimento, come previsto dallo statuto dei pentastellati. “Bisogna introdurre il vincolo di mandato – ha chiarito -: se passi a un’altra forza politica te ne vai a casa. Parlerò con il Pd di questo problema, per dire basta a questo mercato delle vacche”. E’ un Di Maio indispettito quello che commenta la notizia della senatrice M5s passata con il gruppo di Matteo Renzi. Parlando con i giornalisti a New York, il capo politico del M5s spiega: “Sono consapevole che questo argomento non è nel programma di governo, però ne parlerò col Pd, perché per me dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia dei parlamentari che passano in altri gruppi, sia dei gruppi che li fanno entrare”.

“Secondo me – aggiunge – è arrivato in Italia il momento di introdurre il vincolo di mandato. Ora, come lo si voglia introdurre, in quale forma costituzionale, vedremo. Ma secondo me è arrivato il momento di dire che se vieni eletto con una forza politica e passi con un’altra forza politica te ne vai a casa. Non è che passi al gruppo misto o stai lì in un altro gruppo che magari neanche esisteva sulla scheda elettorale prima delle elezioni”.

Inoltre, per Di Maio “queste pratiche non fanno bene al nostro Paese, credo che tutti i cittadini convengano con me che ci sia bisogno di una stretta. L’introduzione di un vincolo di mandato o di un recall è il minimo che possiamo fare per questo paese”. Intanto “io avvierò la procedura prevista dal M5s per chi passa in altri gruppi e chiederò il risarcimento di 100 mila euro, come fatto in passato anche per altri”.

L’ultimo sms di Di Maio a Vono: “Non te lo consiglio, guarda che sarai massacrata”. Questo il consiglio dato via messaggio, dagli Usa, da Luigi Di Maio alla ormai ex senatrice M5S, Silvia Vono, poco prima di annunciare il suo addio al gruppo pentastellato. E’ quanto riferisce l’agenzia La Presse secondo cui la parlamentare calabrese non ha percepito in nessun modo le parole del suo ex capo politico come una minaccia, semmai come preoccupazione per quello che sarebbe potuto accadere una volta che l’addio fosse divenuto di dominio pubblico. Il ministro degli Esteri, infatti, avrebbe ribadito il suo pensiero alla collega: “Sei una brava persona”, provando a convincerla fino all’ultimo secondo a cambiare idea: “Pensaci bene. Sarai marchiata a vita”, le ha scritto.

Ma sul “vincolo di mandato” arriva una pioggia di critiche – “Eviterei di fare del male alla nostra Costituzione”. Con queste parole Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore di Italia viva, boccia la proposta di Luigi Di Maio di introdurre il vincolo di mandato per i parlamentari. “C’è da augurarsi che Luigi Di Maio abbia voluto scherzare”, ha fatto eco il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci. “Mi auguro che Di Maio avesse voglia di scherzare, quando ha detto che parlerà con il Pd per introdurre il vincolo di mandato. L’assenza di esso, sancita dalla Costituzione, ha ancora un valore importantissimo. Almeno fino a quando esisteranno partiti aziendali, l’articolo 67 garantisce una libertà di azione necessaria per poter svolgere le proprie funzioni senza pressioni e ricatti esterni”. “Luigi Di Maio ha il vantaggio di poter parlare, dire fesserie a causa della sua giovane età, e vedersi perdonare qualunque cosa tanto ignora la Costituzione e la storia parlamentare”, dichiara Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera. “Vorrei dire al ministro Di Maio che la questione cruciale non è l’abolizione del vincolo di mandato, che significa, per esempio, abolire la libertà di coscienza del parlamentare sulle questione della bioetica. La vera questione è l’incapacità dei partiti di formare una classe dirigente sulla base di valori e ideali”.

Delrio: no ai trasformismi, altre soluzioni  “Siamo anche noi contro il trasformismo, ma lo si combatte con altri strumenti che introducendo il vincolo di mandato, che altera la nostra Costituzione”. Lo dice il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio sulle affermazioni del capo politico di M5s Luigi Di Maio.

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