Disobbedienza e liberta’ : Il pericoloso incrocio tra politica e dovere istituzionale . Riflessioni in materia di disapplicazione di norme in cui converge la lotta per i diritti civili e il dovere istituzionale di rispettare una legge statale .

La riviviscenza delle battaglie per le liberta’ in tempi di conflitti internazionali impegna anche il territorio nazionale . L’ Italia e’ riuscita con il governo Renzi a portare all’ ordine del giorno due questioni importanti : le unioni civili e l’ antiproibizionismo in materia di droghe leggere. Tutte le associazioni  in campo per la promozione dei diritti civili tra cui brillano i Radicali hanno il compito di svolgere un ruolo fondamentale ovverosia promuovere l’ attuazione delle normative sollevando ogni volta i nodi da sciogliere soprattutto in materia giuridica .  L’ Associazione Prospettive Radicali insieme alla segreteria regionale dei Giovani Democratici si e ‘ fatta gia’ promotrice proponendo un incontro – dibattito in Regione Campania lo scorso luglio . L’ analisi della normativa sotto il profilo tecnico giuridico da parte di esperti di diritto pubblico e privato ha consentito un vivace dibattito di carattere politico con prospettive nazionali ed europee .
A cosa serve una legge se non viene applicata ?
Il sindaco che si rifiuta di applicare la legge puo’ appellarsi al principio di disobbedienza civile , come rileva il deputato del pd La Forgia nel caso del comune di Corsico ? Il primo cittadino risponde alla mancata celebrazione delle unioni civili , ergo alla disapplicazione di una legge nazionale con la disobbedienza civile , dimenticando di essere un rappresentante delle istituzioni in capo a cui incombono dei doveri discendenti dal ruolo acquisito attraverso una elezione democratica da parte del popolo che occupa il territorio su cui insiste il suo governo.
La disapplicazione avviene anche in materia di composizione paritaria delle giunte comunali come ci fa notare la Presidentessa P.O . Francesca Beneduce e il difensore civico Francesco Bianco.  Il caso Biancardi del comune di Nola sta aprendo nuovi scenari poiche ‘ il difensore civico si e ‘  ritrovato costretto ad inviare un commissario ad acta per garantire la nomina di una quota rosa in giunta . L’ applicazione  delle leggi rischia di trovare ostacoli nella riluttanza degli amministratori locali a cui non viene comminata alcuna sanzione per la vacatio legis .
Bisogna dunque ” minacciare ” le istituzioni per la realizzazione piena dei diritti civili o dovrebbe essere invece un loro compito servire lo Stato ?
Al contrario invece , sono piovute  critiche da parte della cittadinanza castellana avverso il sindaco Dimitri Russo per il riconoscimento della cittadinanza a due  stranieri nati e vissuti nel comune di Castelvolturno di nome Ola e Belinda . La volonta’ di un amministratore in questo caso ha premiato la battaglia per l’ integrazione razziale sebbene restino lente le procedure amministrative in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana .
La paradossale lezione che dunque bisogna impartire agli amministratori locali e’ quella di rispettare una legge statale e non solo :
” Non esiste una liberta ‘ superiore ad un ‘ altra cosi’ come non esiste un cittadino che non rispetti gli stessi doveri e goda di meno diritti degli altri sanciti dalla nostra carta dei diritti fondamentali . Chiunque rispetti queste regole e’ candidato ad essere un cittadino italiano “

 

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