Donna morta per trasfusione di sangue infetto: maxi risarcimento dello Stato

Lo Stato dovrà pagare 700 mila euro agli eredi di una donna di Napoli che 43 anni fa era stata sottoposta a trasfusioni di sangue infetto; questo è quanto stabilito dal Tribunale di Napoli con una sentenza del 15 Novembre 2019. 

La donna, nel 1976, venne sottoposta a emotrasfusioni dopo la perdita eccessiva di sangue subita durante un parto cesareo presso l’Ospedale Loreto Mare. Dopo circa 20 anni i primi sintomi: venne a galla la positività al virus HCV che si trasformò poi in cirrosi epatica fino ad uno scompenso ascitico che ne causò la morte. 

I familiari della donna, assistiti dall’avvocato Maurizio Albachiara, hanno avanzato al Ministero della Salute una richiesta per danni morali e danni da perdita del rapporto parentale. Il Tribunale di Napoli ha accolto le richieste avanzate dagli eredi e ha respinto la prescrizione sollevata dalla controparte, precisando che il termine di prescrizione è decennale ma inizia dal momento del decesso. Ha poi collaborato con il dipartimento di medicina legale della Seconda Università di Napoli e sulla base dei documenti presenti negli atti del processo ha stabilito la totale responsabilità del decesso al Ministero che doveva “dirigere, autorizzare e sorvegliare” sulla circolazione e tracciabilità degli emoderivati ma non lo fece.

L’avvocato Albachiara esprime totale solidarietà alla famiglia dichiarandosi profondamente rammaricato per questo decesso ma soddisfatto da “questa vittoria”.

a cura di Margherita Iannicelli

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