DOPO LA STRAGE DI DACCA, SI DIBATTE SUL TEMA DELLA SICUREZZA: PER GLI ITALIANI E’ ANCORA UNA CALMA APPARENTE?

I fatti accaduti in Bangladesh, a Dacca, con la morte di  ben 9 connazionali, ha smosso le coscienze, di chi pensava , che fosse tutto finito, che non lo riguardasse, guardando sommessamente  dall’ uscio del  nostro zoccolo ora meno duro, ora un po’ monco, dovuto alla perdita dei nostri connazionali. Ora si discutera’  sul tema della sicurezza, su tutti i portali del mondo, ma la dura verita’, e ‘che purtroppo e’ difficile individuarne le dinamiche, anticiparne le azioni di gruppi estremisti che combattono contro l’Occidente, in nome di chissa’ quale Dio, maggiore, minore etc.. Nel caso di Dacca, fonti ufficiali confermano che i 7 attentatori, provenivano da famiglie bengalesi benestanti, istruiti, e nulla che lasciasse presagire, ad atti di una violenza fuori dal comune, contro i malcapitati del coffee Bar. b35d3d60476a67613e5fa5fb7716ddd7_MGTHUMB-INTERNA

Cio’ dimostra, che non c’e ceto sociale che tenga; alcune cellule, ben radicate, all’interno di territori, estremamente ostili verso l’Occidente, sono “impazzite“, senza controllo, predicano il Corano, (ma spesse volte ne confondono i contenuti); sono anche bravi a recitare una parte, in modo freddo e distaccato, verso i loro cari e chi gli sta intorno,  nella normalita’ piu’ abietta,  cosi’ da essere inseriti, nella lista degli insospettabili. Eppure dopo l’11 Settembre, in tutto il mondo,  i controlli sono molto piu’ accurati, i voli sono ormai a misura di “high security level“, l’atteggiamento nei confronti della quotidianita’ e’ totalmente cambiato, condizionato dai continui attacchi, di gruppi estremisti, che tentano continuamente di mietere sangue. Per gli italiani, si percepisce, che si tratta ancora di una certa calma apparente, (per quanto ancora?), poiche’ gli agguati non sono avvenuti in casa nostra. La percezione e la valutazione del rischio o preoccupazione che sia, vanno di pari passo con la vicinanza del paese e culture piu’ vicine. L’agguato a Parigi, anch’esso spettacolare e drammatico, fu’ vissuto dagli italiani, con tanto di bandiere di supporto ai cugini, con bandiere, fiaccolate e indignazioni di varie specie. Purtroppo la dura verita’ e’ che le guerre, le rivoluzioni culturali, le rivendicazioni, le estremizzazioni, ci sono e ci saranno sempre. Oggi giorno, i governi europei, in una sorta di posizione “ibrida”, destreggiandosi tra le azioni militari europee, e quelle di matrice islamica,  hanno fatto passi da gigante per prevenire e limitare drasticamente, questi focolai rivoluzionari, (almeno in Europa); ne e’ una prova  la PESD, (Politica di sicurezza e difesa comune), volta a conseguire un armonizzazione tra i paesi aderenti all’Unione Europea, in materia di sicurezza, attraverso  politiche comuni per fissare programmi per gli obiettivi prefissati, rafforzare la base tecnologica e industriale in materia di difesa) e spesa per le armi. Ricollegandoci alla strage di Dacca, come in tante altre nazioni a rischio, dovrebbero esserci maggiori precauzioni, per chi entra in un paese come il Bangladesh di turno, per lavoro o svago; sono paesi in cui negli ultimi anni, ci sono varie escalation, di atti violenti contro stranieri e minoranze religiose. Non e’ assolutamente una discrimazione razziale, e’ solo un modo per limitare altro sangue, altro odio.

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