E’ MORTO IL PICCOLO CHARLIE, PAPA FRANCESCO: “PREGO PER I SUOI GENITORI E PER TUTTI COLORO CHE L’HANNO AMATO”

Il nostro piccolo meraviglioso bimbo se ne è andato. Siamo così orgogliosi di te Charlie“, così si sono pronunciati i genitori nel dare la notizia del decesso, dl loro bimbo. Lo ricordiamo, Charlie al momento della nascita era sano, ma dopo circa un mese, i genitori del piccolo, Chris Gard e Connie Yates , notano  che il bimbo fatica più del normale a muoversi. Charlie ha una malattia genetica rara, una forma di sindrome da deplezione del Dna mitocondriale. Questa malattia provoca un progressivo indebolimento dei muscoli e danni cerebrali; oggi  non sussistono delle cure. A ottobre del 2016 si manifestarono delle difficoltà respiratorie: Charlie fu ricoverato al Great Ormond Street Hospital, dove è stato da allora tenuto in vita grazie a macchinari che lo aiutano a respirare e ad assorbire sostanze nutritive.

Chris Gard e Connie Yates hanno chiesto di poter portare Charlie a casa, e staccargli lì i macchinari che lo tengono in esistenza. Medici e giudici hanno loro detto che in ospedale ci sono gli strumenti necessari per diminuire  le sofferenze patite  del bambino.

Intorno alla vicenda di Charlie Gard si è aperto ogni sorta di dibattito. Si è espresso dopo il decesso anche  papa Francesco  che ha espresso il suo dolore con un messaggio in inglese su Twitter, poi tradotto anche in italiano: “Affido il piccolo Charlie al Padreterno, prego per i suoi genitori e per tutti coloro che l’hanno amato“.Al bimbo di 11 mesi  sono stati staccati i macchinari che lo tenevano in vita poco dopo il suo trasferimento dal Great Ormond Hospital di Londra dove era ricoverato in un centro per malati terminali. La mamma, Connie Yates e il papà, Chris Gard, avevano chiesto di poter trascorrere più tempo con il loro figlio dopo il trasferimento nel centro ma il giudice dell’Alta corte ha dato ragione ai medici e ha stabilito che il bambino dovessero essere tolti ogni sorta di aiuto per tenerlo in vita. Sulla dolorosa vicenda si è espresso anche  il Cardinale Bassetti:“Il primo sentimento è di vicinanza umana e cristiana ai genitori, ai quali vorrei dire: ‘Carissimi non vi lasceremo mai privi del nostro affetto e della nostra preghiera, per la testimonianza che essi ci hanno dato, lottando con tutti i mezzi e le loro forze per assicurare le cure e la stessa vita al loro figlio. Questo vicenda ancora una volta ci insegna a non arrenderci mai e come ho detto altre volte a custodire, difendere, promuovere la vita della persona dalla nascita fino alla sua conclusione” ha poi concluso così:“Auspico  che questo piccolo angelo dal cielo possa davvero prima di tutto sostenere i suoi cari in questa prova difficilissima e possa anche essere vicino a tante famiglie, soprattutto dove la sofferenza e talvolta la disperazione sono più forti”.

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