DETENUTI:ACCOGLIERE PER RICOMINCIARE. LA CHIESA IN USCITA DI DON FRANCO ESPOSITO CONTAGIA CON UN ALTRO PROGETTO PER IL DOPO E IL FUORI DEL CARCERE.

Partirei da due elementi della detenzione che la caratterizzano: il contenimento( che connota l’esigenza di sicurezza) e l’accudimento( che è proprio dell’effettività della tutela dei loro diritti. Il mio amico don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale promuove da anni questo Accudimento, visto che lui, come me, vuole superare il modello claustrofilico del carcere, per mettere in campo quello liberatorio-educativo.” Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere.”(Ebrei 13,3). E don Franco con i suoi innumerevoli volontari vive progetti di condivisione dove si coniugano amore e speranza. E adesso nella sua locanda della solidarietà,nella sua Chiesa come ospedale da campo, in un ex convento di suore alla Sanità, dove accoglie tanti detenuti ed ex detenuti, con la benedizione amorevole del card. Crescenzio Sepe, fa partire un progetto concreto sia di Chiesa in uscita che di comunità civile che non sarebbe tale se non si prendesse cura degli emarginati e in questo caso dei diversamente liberi. Per noi che li conosciamo, pur se responsabili di colpe o dolorosi crimini “i carcerati” hanno patito molto ed hanno dovuto affrontare un angoscioso calvario.
Il progetto “ACCOGLIERE PER RICOMINCIARE” è stato realizzato con il sostegno della Fondazione con il Sud, della Curia Arcivescovile di Napoli, della Fondazione Peppino Vismara, della Fondazione San Gennaro e della fondazione UBI Banca.
La finalità generale del progetto è sistematizzare un modello di intervento complesso e multidimensionale a favore dei detenuti ed ex detenuti, offrendo un’opportunità di integrazione con il tessuto sociale che si fonda sul reinserimento lavorativo delle persone con problemi di detenzione in area penale, sulla ricostruzione dei legami familiari e sul soddisfacimento dei bisogni contingenti, come quello abitativo e lavorativo.
Gli obiettivi generali possono essere conseguiti attraverso due azioni principali:
– accoglienza residenziale e diurna di soggetti coinvolti nel circuito penale;
– realizzazione di laboratori di Bigiotteria, falegnameria, grafica, informatica, pittura, cuoio e laboratori
combinati (ad es.: legno e pittura, cuoio e pittura).
Nello specifico:
– accompagnamento alla costruzione di profili professionali che favoriscano il processo di inserimento
lavorativo e contrastano il rischio di recidiva, attraverso la realizzazione di laboratori artigianali (bilancio
delle competenze e orientamento professionale);
– supporto delle reti di volontariato e di figure professionali idonee ad accompagnare gli utenti sul piano
psicologico ed educativo
– accompagnamento alle famiglie dei detenuti per affrontare il periodo della carcerazione e per ricucire quei
rapporti lacerati dall’assenza.
Il progetto è stato realizzato dall’Associazione “Liberi di volare onlus” che gestisce la casa di accoglienza  a Napoli, in via G.Buonomo, e il
centro diurno laboratoriale, dalla Cooperativa “Articolo1” che gestisce il coordinamento delle attività e i
percorsi di inserimento lavorativo (bilancio delle competenze e piano di inserimento lavorativo), la
Cooperativa “Il Quadrifoglio” che gestisce la comunicazione e gli eventi.
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