EUROPEE. E’ IMPORTANTE ANDARE A VOTARE. SERVE UN’EUROPA FORTE SUI DIRITTI UMANI. BASTA EUROSCETTICI.

C’è chi vuole un’Europa divisa, frammentata, litigiosa. Invece è necessaria un’Europa forte sulla scena internazionale. Andare a votare domenica per le Europee significa prendersi la responsabilità di ribadire qual è il ruolo dell’Europa sia per i Paesi membri che sul piano globale. Serve un’Europa forte sui diritti umani, capace di promuovere la pace, la giustizia sociale ed economica. Andiamo alle urne. Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’ immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l’UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica. C’è chi esorta al patriottimo e chi semina pessimismo. Serve un’Europa più unita e coesa. L’Europa dei popoli e delle persone, dei diritti delle persone..

Basta con i populismi,il liberismo esasperato, gli slogan post fascisti, la falsa realtà religiosa, l’accusa verso gli immigrati. Occorre avere a cuore il bene comune. Stavolta non basta sperare in un futuro migliore: ognuno di noi deve contribuire a creare quel futuro.

Queste elezioni in Italia vengono nominate raramente e solo attraverso dibattiti o contrasti tra politici che usano il “caso Europa” come propaganda elettorale. Nascono da qui due grandi fazioni gli euroscettici e gli europeisti, ma in Europa esiste molto di più. Nei comizi abbiamo visto e sentito parlare di beghe tra governanti che distaccano i cittadini dall’andare a votare. Si rischia di votare per l’Italia, come se fosse un referendum sull’attuale Governo o una scelta tra Salvini e Di Maio. La politica non è più percepita come luogo delle decisioni. Si rischia di decidere per reazione.

Nelle ultime elezioni europee del 2014 sono andati a votare solo il 43% degli aventi diritto. In alcuni Paesi dell’Est, come nella Repubblica Ceca e in Slovacchia, sono andati a votare solo il 15% circa degli elettori. In Polonia il 23%. Le Elezioni europee per un Parlamento che non conta quasi niente non scaldano il cuore dei popoli del vecchio continente.

Occorre andare a votare.Per difendere l’interesse nazionale e la democrazia occorre  arginare con un voto progressista le mire autoritarie della Lega di Salvini.

I populismi non creano comunità libere, ma gruppi che ripetono gli stessi slogan, che generano nuove uniformità, che poi sono l’anticamera dei totalitarismi. L’Italia è un Paese senza slanci,dove si consolida la sconfitta politica di chi usa la religione, dove il Sud è assente da dibattiti e prospettive di Governo, dove i problemi dei cittadini vengono elencati sui social, dove al Governo ci sono partiti in perenne conflitto e con scelte quotidiane  esasperatamente ooportuniste. Diciamo la verità:in Europa si capirà se c’è la svolta quando sapremo che i socialisti, i progressisti, hanno preso un voto in più, un seggio in più dei popolari e le destre sono battute.

Seminare un pò di ottimismo e speranza con il voto europeo non è reato.

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