IL PAPA CONTRO LA FALSA ANTIMAFIA CHE SI E’ TRASFORMATA IN UN LASCIAPASSARE. CHI E’ NEI CLAN NON CREDE IN DIO.

Il Papa a Palermo,nelle sue dieci ore, parlando della figura di padre Pino Puglisi è stato categorico:” Non cedete alle suggestioni della mafia, una strada di morte, non compatibile con il Vangelo. Chi è nel clan non crede in Dio. L’unico populismo cristiano è ascoltare il popolo di Dio”. Poi si scaglia contro la falsa antimafia, delle parole e degli appelli:”Pino Puglisi non viveva per farsi vedere, non viveva per appelli antimafia.” Don Puglisi ebbe “la colpa” di togliere dalla strada ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati risucchiati dalla vita mafiosa. Parole nuove, importanti quelle di Francesco che segnano un’azione concreta.

Nella Chiesa, come nella società, qualcuno ha svuotato una parola importante come legalità, trasformadola in un lasciapassare. Molti puntano ad una legalità malleabile, sostenibile e appariscente.

Basta con l’antimafia degli slogan, con il presenzialismo da tutta Italia, noi siamo con l’antimafia delle associazioni che costruiscono consapevolezza critica e denuncia profetica, noi siamo con magistrati e forze dell’ordine che quotidianamente,con grandi sacrifici, portano avanti battaglie ed indagini. Noi siamo con i giornalisti minacciati,con quelli uccisi da mafia e camorra, con le famiglie delle vittime innocenti della malavita.
Testimoniare la passione civile, come fanno loro, significa cambiare la politica e costruire il bene comune.
Tante vittime innocenti della malavita vivono. Le loro idee continuano a vivere, nella mente e nel cuore di tantissimi di noi, nella nostra sensibilità, nella nostra indignazione, nel nostro coraggio. Paolo Borsellino lo ripeteva.”E’ bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno,chi non ha paura muore una volta sola.”

La parola legalità sostituiamola con responsabilità. La parte giusta non è un luogo dove stare, ma un orizzonte da raggiungere, valori da difendere e testimoniare.

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