LA POLITICA A NAPOLI AFFONDA IN UN PANTANO.PERCHE’? VENTI DI GUERRA TRA ISTITUZIONI.DE MAGISTRIS RECITA!

Ci risiamo,appetiti inconfessabili,interessi di bottega travolgono idee,programmi e progetti per la nuova NAPOLI. Arrivano tante risorse dal Governo nazionale e quello regionale,ma il sindaco Arancione traduce in comode formulette risorse e leggi nazionali. La politica a Napoli rischia di affondare in un pantano,con schegge di violenza che vanno oltre aggettivi,verbi o questioni lessicali o contesa tra De Magistris e De Luca.La violenza “fisica” con il pretesto politico già è apparsa.Quella dei morti ammazzati convive da anni nella mediocrità della politica.Dobbiamo gettare la spugna? Napoli merita tutto questo?

Tocca,in primis al sindaco De Magistris dire le cose fatte e il perchè di quelle non realizzate, colmare i ritardi accumulati. Tocca a lui risovere problemi quotidiani del traffico e dei traporti,delle politiche sociali e delle periferie,senza recitare un copione o presenziare sui mass-media in un clima di sopensione quasi irreale dei bisogni reali delle persone. L’attuale situazione sociale,economica,dei servizi a Napoli altro non è che la malattia estrema non della partitocrazia,ma dell’autoreferenzialità. De Magistris pensa che il farmaco sia il parlare di democrazia e riscatto,pensa di trovarlo nei movimenti liquido-gassosi che si contendono  oggi una altrettanto liquida egemonia.I calcoli personali,in politica,sono un danno per la collettività. Intanto la città appare sonnolenta,i partiti prigionieri. Quello che deve esserci,anche se non si vede,è l’aria nuova. A Napoli ci sono energie, potenzialità, esperienze che vanno valorizzate. qui da noi perfino il populismo è più evoluto.Napoli sembra una città immobile in cui tutti sono cambiati. Ma non lo possono dire, perché la dimensione pubblica, e politica è legata a dei totem.

Vorrei una presenza civica più indignata,più eticamente consapevole,nemica dei potenti,vorrei reazioni assai più critiche e motivate.Vorrei più coraggio per cambiare le cose che non vanno. Vorrei che la politica ritornassi,al di là dei capibastone e dei dilettanti allo sbaraglio,al centro del dibattito.

Vorrei più testimoni,piuttosto che maestri. Meno galli a cantare!

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