LE FACCE DELLA CRISI, LE INTESE TRA PD E 5STELLE. LA SINDROME DI STOCCOLMA, IL BENE COMUNE.

Quindi quattro giorni per l’intesa del nuovo Governo giallorosso. Anche se l’indecifrabile apparizione della Vetrata post incontro con il Presidente Mattarella, attraverso tic, facce e sorrisetti hanno dimostrato un finale da rompicato.

Il collegiale Zingaretti,non sorpreso di trovarsi lì non incide,non vibra, non comprende il momento storico, si immalinconisce per un si, si sente un promesso sposo con una doppia anima,è pronto ad una opposizione parolaia con gruppi parlamentari di fiducia. La sciarada estiva interpretata da Salvini lo rende pagliaccio anche quando elogia Di Maio. Capitan Salvini perde la rotta, è nervoso, apre e chiude la mano(per una tenerezza o un pugno!), sorride quando dice “se…” E’ l’offerta a Di Maio, che non asseconda, ma non frena i contatti dei suoi con la lega. Lui, piccolo fimmiferaio con il cerino in mano, sicuramente ha aperto gli occhi sia dopo la batosta delle europee che dopo la fine ingloriosa dell’avvocato del popolo,passato da avvocato del popolo a politico rampante e adesso alfiere inesistente. Di Maio ha un destino fuori misura, un pò come la giacca,troppo stretta, che prova ad abbottonare quando parla urbi ed orbi. Io gli voglio un gran bene. Sarei disposto ad aiutarlo, gratis,nel passaggio psicologico tra la pubertà politica e l’età adulta.

Due considerazioni semiserie. Il ritorno del mov5stelle con la Lega sarebbe sindrome di Stoccolma. Le parole dure del premier Conte, il suo discorso al Senato,hanno trasformato ogni tentativo di tornare indietro un’impresa indecente. Quindi è naturale che al tavolo con il PD non può esserci chi era con quello del Carroccio.

Sulle intese, sui programmi, sui punti fermi dell’uno e dell’altro, l’importante è alzare gli occhi dal loro piccolo mondo per decifrare la fase che stiamo attraversando. Non basta sapere contro chi si è per sapere chi si è.

E’ chiaro che non essendo un unico partito ci sono differenze,anche sostanziali, di vedute, di programmi e di interessi. Chi fa politica in questi giorni tempestosi ha davanti a sè questa sfida durissima:il bene comune.

Io domando,sommessamente, agli uni e agli altri, ai tifosi degli uni e degli altri: da che parte del mondo state, mentre la destra che conoscete bene minaccia il futuro dell’Italia?

E non rispondentemi nè con gli uni, nè con gli altri, altrimenti penso che state con i coglioni!

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