PD: DOPO IMMOBILISMO E RITUALITA’ ECCO LE PROPOSTE CALENDA E ZINGARETTI.

Si chiama “Manifesto per la costruzione di una lista unitaria delle forze europeiste”. E’ l’appello promosso da Carlo Calenda e firmato da alcune personalità politiche e non politiche, in vista delle elezioni europee di maggio. L’obiettivo è costruire una lista per le europee con i partiti e i loro simboli (fino a poco tempo fa, invece, Calenda ne proponeva l’annullamento). Più che superare il Pd, superare la litigiosità interna che tanto male ha fatto al Pd e all’intera sinistra.

Ricominciare. E’ questo il destino della sinistra oggi. Certo un partito è pu sempre un partito, con la sua storia, le sue tradizioni. Ma adesso il PD non può che essere inclusivo, plurale, costellato di una nuova classe dirigente locale e nazionale, radicata sui territori, che sa utilizzare anche le parole e i social.

Dopo immobilismo e ritualità, ancora presente ai livelli locali, ma a proposito chi dirige il PD a Napoli e in Campania,chi sono i riferimenti di Grasso e Boldrini, di D’Alema e Bersani,si riparte da valori comuni, dal recupero delle radici, da esperienze prepolitiche e associative.. In questo senso anche Zingaretti è una buona cosa per la sinistra. Perchè prendere atto di aver toccato il fondo è il primo passo per ricominciare. Nicola Zingaretti ha il profilo adatto per imprimere discontinuità ed attrezzare il cantiere della sinistra, rimettendola in campo. Sfida inedita, non gli manca la credibilità, gli occorre una dose di coraggio. Ecco il valore di “piazza grande.”

Proposta Calenda e Zingaretti contro immobilismo e ritualità.

L’intento è quello di far uscire il PD ed esperienze collatarali dai circoli viziosi interni in cui ristagnano, avviando una discussione su come ricostruire. Aggregare quanto si muove dal basso nel Paese.

La proposta di Calenda ormai coincide con quella della lista aperta per le europee di Zingaretti, e quella di Boldrini per una lista «senza simboli». Tutti dentro, dunque, per l’Europa contro i sovranisti, senza star lì a spaccare il capello: «Non si chiede di nascondere identità o simboli che sono stati costruiti con fatica e impegno, ma di schierarli dietro una bandiera che possa rappresentare chi ha perso fiducia nei confronti delle singole sigle politiche ma non nel progetto europeo.”

Il simbolo non è un dogma. Il candidato alla guida del Partito Democratico Nicola Zingaretti, apre così . Lo fa proponendo un “cartello” di sinistra, aperto alla società civile, alle associazioni e agli altri partiti di sinistra. Una coalizione larga “in cui il Pd svolga il ruolo di promotore” e dove, appunto, il “simbolo del partito non è un dogma”. Rinunciare alla propria bandiera per federare la sinistra italiana e combattere sovranisti e populisti.

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