ENZO LIPARDI:” COSA SUCCEDE A CITTA’ DELLA SCIENZA? PERCHE’ IL PROF. SILVESTRINI FA SEMPRE GLI STESSI ERRORI?”

 

Leggo dai giornali che il professore Silvestrini ha presentato ai funzionari regionali l’ipotesi di un nuovo statuto della Fondazione Idis Città della Scienza, proponendo la costituzione di una Fondazione regionale (in house della Regione?).
L’ha fatto senza che il Consiglio di Amministrazione approvasse l’ipotesi da lui preparata (condizione giuridicamente necessaria per proporre all’Assemblea dei Soci un cambio di Statuto) ma neanche ne venisse informato.

Ricordo che la crisi di Città della Scienza iniziò quando, nel 2004, la Regione Campania, visto il successo della struttura, ma tenuto conto della sua debolezza finanziaria, decise di creare una società mista pubblico – privata “Città della Scienza scpa”, che prendesse in gestione la Città della Scienza e ne facesse un braccio operativo della Regione Campania. La società aveva come presidente lo stesso ex-presidente on. Bassolino, come consigliere d’amministrazione il prof. Nicolais e come Amministratore delegato il prof. Silvestrini.
Io non concordai con la scelta, ed in silenzio mi licenziai ed andai via.

L’esperimento nacque con un grande endorsement politico e mirava in alto; però non funzionò e alla fine si rivelò una scelta “tragica”. A fine 2007 la nuova società fallì sommersa dai debiti: la Regione Campania ci rimise in tre anni quasi 25.000.000€.

A quel punto la Regione Campania chiese nel 2008 alla Fondazione di riprendere la Gestione di Città della Scienza, stanziando solo 3.000.000€ all’anno.

La “Città della Scienza scpa” diventò con il nome di Campania Innovazione, un in house della Regione Campania. Anche questo esperimento non riuscì e dopo anni di crisi, lo scorso anno è stata liquidata.

In questi giorni leggo i giornali e vedo che Sviluppo Campania, la società in house della Regione Campania, creata dopo la liquidazione di Campania Innovazione, viene ridimensionata e ristrutturata con tagli al personale e al bilancio operativo, un taglio di circa 10 milioni di euro.

Non posso non pensare che la Città della Scienza, al contrario, per funzionare senza problemi, ha bisogno solo di 1.000.000€ aggiuntivo ai 2.000.000€,che ogni anno la Regione Campania stanzia, per tornare ai 3.000.000€ del 2008.
Con tale contributo pubblico e con i 10.000.000€ guadagnati sul mercato, con le sue attività, la Città della Scienza va in leggero utile, senza perdere la sua indipendenza intellettuale e la sua dimensione di Ente non profit – di diritto privato.

Sono convinto che il presidente De Luca abbia ragione quando chiarisce che i soldi pubblici debbano essere limitati e che nel contempo, per quanto riguarda la Fondazione Idis – città della Scienza, sia importante rafforzare il ruolo della Regione Campania nella governance senza farne l’ennesimo carrozzone (come ha giustamente detto: chi paga?).

Voglio bene al professore Silvestrini, ma forse fare sempre gli stessi errori non è cosa saggia.

ENZO LIPARDI

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