GIANELLO:”IL NAPOLI HA LE CARTE IN REGOLA PER VINCERE LO SCUDETTO. CON IL CHIEVO SARA’ DURA. MI SONO RILANCIATO, MA I TIFOSI NON DIMENTICHINO CHE A VERONA CI HO MESSO LA FACCIA!

di Ciro Novellino(fonte 100×100 Napoli)

Un’avventura che si è conclusa male purtroppo, ma anche lui ha fatto parte della rinascita del nuovo Napoli targato Aurelio De Laurentiis.
E’ arrivato ai grandi palcoscenici con la maglia azzurra e, da ex Chievo Verona, la redazione di 100x100napoli.it ha deciso di raggiungerlo in esclusiva. Lui è Matteo Gianello e queste sono le sue dichiarazioni che abbiamo raccolto.
Una gara importante questa sera per il Napoli. Una sconfitta con la Juve e due pareggi con Milan e Fiorentina, con il Chievo serve una vittoria…
“Se ci mettiamo anche le due gare di Europa League, il Napoli non vive un momento positivo. Una sconfitta e un pari europeo che hanno portato all’eliminazione e sembra che la sconfitta di Torino abbia portato a perdere alune sicurezze. Stasera è un crocevia importante, anche perchè la stessa Juve ha avuto qualche difficoltà in coppa Italia a passare il turno e tutto è ancora in discussione. Arriva un Chievo, bestia nera del Napoli, con vittorie e sconfitte altalenanti. Ricordo anche nel mio periodo era una squadra vista così. La vittoria con il Genoa ha dato tranqullità e la salvezza è vicina. Una gara delicata, la loro tranquillità potrebbe creare difficoltà ad un Napoli a caccia dei tre punti”.
Dalle tue parole capisco che sei del partito contraccolpo subito dalla sconfitta dello Stadium
“I risultati l’hanno dimostrato. A Bologna si era perso, ma la domenica dopo è subito tornato alla grande e in Europa ha fatto benissimo nel girone. Si creano occasioni, Higuain fa gol, ma sembra che gli episodi portino a pensare a questo. Andare da capolista a Torino e perdere la gara, ha potuto creare qualcosa nella testa dei calciatori”. 
Europa League, eliminazione che può giovare la squadra oppure da grande squadra bisognava lottare fino alla fine in tutte le competizioni?
“Il Napoli è da considerare una grande squadra: è anni che vive in alto in classifica. La scorsa stagione fu eliminato in semifinale e il campionato l’ha visto arrivare quinto. I calciatori sono cresciuti in questa annata: Higuain su tutti. Doveva andare avanti in Europa, anche la Juve, arrancando, va avanti in tutte le competizioni, anche perchè rispetto agli anni passati, il Napoli ha una rosa molto più competitiva. Vista, ormai, l’eliminazione, speriamo che possa essere la possibilità per concentrarsi al meglio sul finale di campionato”.
Ma vista questa Juve, il Napoli può vincere lo scudetto?
Non si può accontentare del secondo posto, ma comunque contro c’è una Juve che sa come si vince e sa gestire piccole crisi. Gli azzurri devono puntare a vincere lo scudetto, nonostante tutto e tutti. Ad inizio stagione si dava una Juventus per crollata: io ho sempre pensato il contrario ed è stato così. Nel calcio si cerca sempre di mettere il ‘carro davanti ai buoi’, frasi fatte, ma i conti si fanno alla fine. Non è un caso che la Juventus faccia tante vittorie consecutive, mi preoccupano di più, però, le vittorie della Roma. Il Napoli ha le carte in regola per vincere, la Juve può perdere qualche punto nel corso delle giornate. Da capolista, si poteva fare qualche passo falso, ora deve inseguire e tutto cambia”.
Senza quel gol subito da Zaza, ora il Napoli sarebbe in testa a pari punti con i bianconeri…
“Stessi punti e scontro diretto a favore. Oggi il Napoli vincerebbe lo scudetto!”
Ma tornando a quella gara, possiamo dire che c’è stato un po’ di ‘braccino corto’?
“Guardando la rosa del Napoli, non credo. Ci sono calciatori che hanno giocato match più importanti di Juventus-Napoli. Non era un match decisivo, si diceva: per me non è affatto così. Potrebbe essere anche venuto un po’ alla fine il ‘braccino corto’, ma gli azzurri hanno avuto maggiore possesso palla e chiuso nella loro metà campo i bianconeri. Il suo gioco era positivo, ma le occasioni latitavano: era una gara da pareggio”.
Quanto è importante avere in rosa Pepe Reina?
Fondamentale sia sotto l’aspetto tecnico, mentale che della personalità. Ho un debole per lui, ha un carisma incredibile e solo guardandolo in faccia, ti trasmette tranquillità. Gioco con i piedi e voli spettacolari. Il nostro ruolo è particolare, abbiamo un ruolo a parte, ma Rafael la scorsa stagione, pur essendo un buon portiere, ha commesso qualche errore che alla fine è pesato nell’economia della stagione. Buon portiere, ma Reina è un’altra cosa”.
Un altro calciatore che fa la differenza è Lorenzo Insigne. Che ricordo hai del giovincello che si allenava con voi?
“Pochi. Fece il ritiro con noi e poi andò al Foggia di Zeman. Uno scugnizzo napoletano, con sempre la battuta pronta e per noi era la mascotte del gruppo. Molto piccolo, ma dai numeri già importanti. Oggi è punto fermo del Napoli ed è già in doppia cifra. Gli azzurri devono costruire su di lui il futuro: crea superiorità e salta l’uomo, sempre. E’ cosciente di essere bravo e forte, sa che può fare la differenza. Un altro calciatore che sapevo potesse far bene a Napoli è Jorginho, un’altra categoria”.
Matteo, i fatti li sappiamo, sono noti a tutti così come anche l’assoluzione. Periodo alle spalle, ma come ti sei rilanciato?
Con la serenità. I fatti sono chiari, poi chi si vuole attaccare ad altro, può farlo. Io mi sono rilanciato ma ho passato momenti difficili. Il napoletano mi può odiare, sui social ne leggo tante di offese, ma a Napoli sono stato bene e ho contribuito, nel mio piccolo, dal 2004, ai successi arrivati nell’era De Laurentiis. Non so se passo o meno per presuntuoso, però cammino a testa alta perchè non ho fatto niente. Mi dispiace solo aver messo questa macchia nella mia discreta carriera. Ho giocato in serie A, in uno stadio tra i più belli del mondo e davanti a tifosi fantastici. Possono insultarmi, ma non possono rinnegare cosa ho dato per 7 anni al Napoli. A Verona ho messo la faccia, se fossi stato come mi tipingono, avrei potuto vendere la partita ma non l’ho assolutamente fatto. A fine gara sono poi stato stato scortato dalla polizia perchè i veronesi volevano aggredirmi: il tifoso vero napoletano deve ricordare questo. Ho ancora tanti amici che mi chiamano da Napoli, non possono giudicarmi per una stupidaggine. Ho fatto un errore, ma la partita di Verona è significativa. Nel caso avessimo perso, non sarei potuto tornare a Napoli. Quando sono andato a prendere la borsa per ripartire, ero fermo a parlare con la mia famiglia, ma Nico Facciolo (preparatore in quegli anni, ndr), mi richiamò e disse che dovevamo andare via perchè dovevano scortarci. Io sono veronese e ho messo la faccia nella mia città. Non ho patteggiato, non c’è stata penalizzazione per il club e Cannavaro e Grava sono rientrati in campo subito, anche perchè c’erano le festività natalizie. Oggi ci sono calciatori che hanno fatto peggio e giocano ancora… Ho preso le mie responsabilità, mi sono ritirato e a calcio non ho pià giocato. Ho subito minacce, ma oggi mi sono rialzato”.
*fonte 100x100Napoli
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