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GIANNI LETTIERI: «SONO CANDIDATO ALLE PROSSIME ELEZIONI E VADO AVANTI CON UN PROGETTO APERTO E INCLUSIVO»

Le prossime elezioni comunali a Napoli sono ormai alle porte. E’, quindi, il momento di tirare le somme dell’attuale amministrazione. E’il momento, per chi ha deciso di candidarsi, di fare progetti. Ed è a questo che Gianni Lettieri, futuro candidato come sindaco di Napoli, sta pensando. L’imprenditore napoletano è pronto a prendere la guida della città e ha dichiarato che lavorerà per rimediare agli ultimi cinque anni di totale nefandezza.

L’intervista a Gianni lettieri

In questi giorni si parla molto del villaggio installato sul lungomare di Napoli, fortemente voluto dal Sindaco e rimosso dopo pochi giorni. Si dice che la gara d’appalto non sia stata del tutto corretta, Lei cosa ne pensa?

«Se ci sono state irregolarità vanno denunciate e la magistratura farà il suo corso con tutti gli accertamenti del caso. La revoca dell’appalto fatta da De Magistris in queste ultime ore  è un segnale che qualcosa non andava e forse quest’atto è stato fatto proprio per riparare. Molte sono le procedure strane e irregolari che il Comune di Napoli ha messo in atto in questi 4 anni. Basti pensare alla singolare delibera che ha ad oggetto gli immobili pubblici occupati abusivamente dai centri sociali. Le affermazioni e il consequenziale comportamento di De Magistris rappresentano tutto quello di cui questa città non ha bisogno, ovvero il calpestamento delle persone e delle regole».

Fa discutere la scarsa manutenzione della città di Napoli. L’anno scorso un crollo è costato la vita a un ragazzo di quattordici anni, meno di una settimana fa il ponte di Via Chiaia ha perso dei massi. Secondo Lei cosa manca a quest’amministrazione in materia di manutenzione ordinaria e straordinaria?

«La manutenzione ordinaria non è proprio contemplata, siamo in continua emergenza. E dopo le sciagure che purtroppo sono accadute si è provveduto a impacchettare in modo schizofrenico la città o a potare, fino a massacrarli, tutti gli alberi che potevano destare un benché minimo sospetto, anche se infondato e non supportato da perizie tecniche. Io non trovo un pezzo di strada di 100 metri che non abbia problemi, dove non ci sia incuria. Si alternano immondizia, olezzi, buche, segnali divelti. Come ci hanno costretti a vivere in questa città? Penso ai turisti, a cosa pensano della nostra bellissima Napoli così degradata e abbandonata a se stessa. Le meraviglie paesaggistiche sono offuscate dai disservizi e dal decadimento. E’ come se tenessimo un tesoro custodito in una cassa di legno malandata, rotta e maleodorante».

L’attuale amministrazione ha speso all’incirca 23.000 euro per la proiezione del film di Sabina Guzzanti “La Trattativa”, giustificando che la somma era vincolata a progetti sulla legalità. Non crede che sarebbe stato meglio impiegarli per un progetto più ampio, che coinvolgesse i giovani su un tema tanto importante?

«È l’ennesimo spreco. Non c’è progettualità e soprattutto non ci sono gli interessi dei napoletani alla base di qualsiasi ragionamento. Si tolgono i soldi ad una manifestazione che si tiene da anni al Parco del Poggio, che vede la partecipazione di migliaia di napoletani e si danno alla Guzzanti. Sui giovani poi si tocca su un argomento che mi sta molto a cuore: il loro destino che ha sempre rappresentato per me una priorità. Anche nelle mie aziende tendo ad attuare delle politiche volte alla valorizzazione e all’impiego dei giovani ed è per questo che quando vedo che la politica, che potrebbe fare molto più di un singolo come me, resta immobile e non agisce ci sto male. Spero che proprio dai giovani parta la riscossa per cambiare il governo della città. E sono convinto che sarà così. La questione vera, al netto di queste premesse, è la seguente: questa operazione quale ricaduta concreta produce? Quale vantaggio per i cittadini?».

La microcriminalità è, infatti, un problema molto diffuso in questa città. Secondo Lei da cosa si dovrebbe iniziare per risolverlo?

«Napoli sta morendo di anarchia e illegalità. La vivibilità è ai minimi storici. Si potrebbe iniziare ripristinando l’operazione Strade Sicure. Se il Governo ha pensato di inviare a Napoli forze dell’ordine per potenziare quest’operazione Strade Sicure – cosa che io auspicavo da tempo e che ho ribadito e richiesto in tutte le occasioni da 4 anni a questa parte – è perché la sicurezza reale, è drammaticamente in calo. Napoli avrebbe bisogno di esempi forti affinché coloro che fanno della delinquenza la loro primaria fonte di sostentamento, restino sempre più isolati. Abbiamo un’emergenza microcriminalità che si aggiunge a quella derivante dalla piaga della criminalità organizzata, che va combattuta con la sinergia di tutte le forze dell’ordine e le amministrazioni locali a più livelli. Dobbiamo inaugurare una stagione basate sulle regole e sul rispetto di esse».

Nel 2016 ci saranno le prossime elezioni comunali, Lei è stato definito l’unica vera opposizione in questi anni all’attuale sindaco, è pronto a ricandidarsi?

«Quella del 2016 sarà una battaglia di civiltà. Non è più possibile vedere Napoli in questo stato pietoso. Il mio appello è a tutte le persone oneste a tutte quelle forze e associazioni che amano Napoli: facciamo squadra per la nostra città. Basta scassare, bisogna ricostruire. Sono pronto per fare del bene alla mia città. Salvare Napoli è un dovere morale: per la sua storia, la sua arte, la sua cultura fatta di genio, mestieri, opere, architetture. Non possiamo permetterci di buttare via altri 5 anni o, peggio ancora, di viverne altri 5 nefasti. Lascerei il mio mestiere per cinque anni solo per amore di Napoli. Ho già dichiarato che il mio stipendio da sindaco lo devolverò di volta in volta a famiglie bisognose. Sono candidato, ma vado avanti con un approccio aperto ed inclusivo e non con i paraocchi: se dovessero esserci persone credibili e progetti politici validi per Napoli, li valuterò, e, nel caso, sono anche disponibile ad appoggiarli. In caso contrario resto in campo per salvare Napoli, perché non mi rassegno al suo declino».

Quali dovrebbero essere le priorità del futuro sindaco?

«Napoli e i napoletani, la città ed il benessere dei cittadini. Creare sviluppo e garantire un futuro ai giovani affinché possano ritornare, dopo essere andati via per fare esperienza all’estero e non siano più costretti a vivere lontani. Per fare ciò bisogna investire negli asset fondamentali e soprattutto avere idee e soluzioni per risolvere tutte le questioni più importanti che attualmente attanagliano e ingessano la città. Io le ho. Ho una soluzione per ogni problema. Sarà per la mia formazione imprenditoriale, volta alla risoluzione dei problemi, senza troppi giri di parole e perdite di tempo, che le idee molto chiare e sono convinto di poter fare bene a Napoli e ai napoletani».

Luigi De Magistris ha più volte dichiarato che è certo di vincere le prossime elezioni. Come commenta tanta sicurezza?

«Che è la tipica spavalderia di questo personaggio. Non mi meraviglia, anzi sarei rimasto favorevolmente stupito da una risposta diversa. Per fortuna decidono i napoletani, che non si faranno buttare fumo negli occhi un’altra volta».

La giunta del sindaco, negli anni, ha perso “pezzi”. L’ultimo ad andarsene è stato il vicesindaco Tommaso Sodano. Secondo Lei è mancata una vera organicità che permettesse di governare Napoli al meglio?

«È mancato un leader capace di unire e non di dividere, è mancato un progetto a medio-lungo termine per la città, non c’è stata organizzazione e pianificazione su nulla. Siamo al punto più basso nella graduatoria della vivibilità delle città.. Abbiamo speso tantissimi soldi e investito sulle cose sbagliate, tipo le regate della coppa America per iniziare, che hanno portato solo inquisiti e inchieste della magistratura. Sodano è solo l’ultimo esempio di mal governo e di un gruppo che non c’è mai stato. Abbiamo cambiato più assessori della storia della città. Del gruppo originario non è rimasto nessuno, già questo dimostra quanto ha lavorato e sta lavorando male, sia in termini umani sia amministrativi, De Magistris».

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