Cultura

I proverbi sono saggi?

di Ernesto Nocera

Soprattutto se si tratta di proverbi legati alle vicende delle persone comuni. Quelle che costituiscono la base della piramide sociale da sempre oggetto delle attente procedure fiscali dei governi. Il famoso comico Ettore Petrolini in un sketch in cui affrontava l’argomento faceva dire a uno dei personaggi: “Ma perché se la prendono con loro? Non lo sanno che sono poveri?”. L’altro personaggio rispondeva : “Sì ! Ma sono tanti!”

Ecco la ragione dell’accanimento. Una simile condizione genera di solito proverbi cinici ed il cinismo, il disincanto sono elementi del comune sentire del popolo napoletano. Per tale intendo quello dei vicoli e della periferie di solito completamente ignoto agli abitanti dei “quartieri alti”.

Esempio perfetto della tesi che sostengo è il proverbio che dice: “L’omm faticatore è ‘a ruvina d’’a casa.”

Come, direte voi, l’omm faticatore? Ma se è faticatore è onesto, è un lavoratore. Ebbene è proprio perciò che è la rovina della casa. I guadagni dell’uomo onesto e lavoratore sono, di solito, scarsi, esigui, nel migliore dei casi, modesti. Possono mai la sua casa, la sua famiglia vivere bene con tali premesse? No, no, mille volte no! Sarà una vita modesta, contenuta nei limiti dello stretto necessario, passando ai figli più piccoli gli abiti rivoltati dei più grandi, riservando alle “feste terribili” un pranzo in osteria e concedendo alla moglie una visita al parrucchiere solo in occasione di battesimi e matrimoni.

Il corollario di questo proverbio è l’altro, anch’esso cinico: “Chi campa deritto campa afflitto, chi campa sturtariello campa bunariello”.

La prima parte del proverbio è la conferma di quello precedente. La seconda è più interessante: Chi campa sturtariello, cioè chi vive ai bordi del codice, chi si arrangia col gioco delle tre carte, lo scartiloffio, il contrabbando delle sigarette e magari facendo da “macrò” a qualche libera donzella, non viaggia nel lusso ma “campa bunariello” certamente meglio del “faticatore”

Bisogna capire che il buon napoletano non è certo dalla parte di chi campa “sturtariello”. Egli semplicemente constata che vivere di lavoro onesto è difficile. Sa che la soluzione sarebbe rovesciare il ragionamento ma sa anche, dopo secoli di esperienze infelici, che ciò non è mai accaduto né è prevedibile che accada in futuro.

Ma allora, dice: perché abbiamo Renzi?. “Non lo so”, risponde il napoletano verace, cinico e smaliziato. Che vi debbo dire: speriamo che ci riesca. Auguri a lui e soprattutto a noi che di campare “afflitti” ci siamo stufati.

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