Il Baltimore Museum of Art va incontro alle avanguardie moderne, vendendo 7 opere di artisti maschi e bianchi per comprarne altre di artiste donne di colore, tutte artiste contemporanee

Il Baltimore Museum of Art ha avuto la  decisione di vendere sette opere di artisti maschi e bianchi per comprarne altre di artisti contemporanei di colore e di donne.

Il fatto è che possediamo molte opere, e di maggior pregio e peso, di questi artisti. Abbiamo oltre 90 Warhol, una decina di Klein“, ha spiegato il direttore del Baltimore Museum of Art, Christopher Bedford. Parallelamente alle deaccessioni, il museo acquisterà opere di nove artisti contemporanei, in maggioranza di colore: “Una necessità per riflettere la popolazione della città in cui viviamo. Baltimora è al 63 per cento abitata da neri, ma il suo museo di arte contemporanea possiede poche opere di artisti afro-americani”. Si vuole quindi procedere ad un passo per diversificare le collezioni, infatti entreranno opere di Mark Bradford, John T. Scott e Jack Whitten, tre afro-americani, e Zanele Muholi, accanto a una donna bianca: Sara VanDerBeek. L’intenzione è quella di arrivare alla sua collezione “blue chip” per creare un tesoro sul Baltimore Sun, David Maril, presidente della Herman Maril Foundation e nipote del pittore modernista Herman Maril morto negli anni Ottanta, ha paragonato la vendita di Warhol e compagni per acquistare opere di artisti di colore a una forma di “affirmative action”  come  “Una scelta orrenda”.A suo dire,  Tania Caragol, curatrice della sezione ispanica della National Portait Gallery, si è espressa così “le decisioni sono spesso controverse, ma sono anche un modo di mettere un museo al passo con i tempi”. Una rivoluzione quindi che parte dall’arte, dai musei quella di prendere più opere di artisti di colore o di donne a discapito dei soliti nomi, un modo quindi per gridare alle avanguardie e per smarcarsi dal conformismo.

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