IL BIOTESTAMENTO SUBITO IN AULA MENTRE LO IUS SOLI E’ IN CALENDARIO, ALL’ULTIMO POSTO COME LEGGE DI CITTADINANZA

Il biotestamento subito, lo ius soli in calendario, sì, ma all’ultimo posto della lista. L’agenda del Senato scelta dal Pd punta a una sola delle leggi “di civiltà” promesse da Matteo Renzi e dall’intero del PD,  la legge di cittadinanza arriva dopo molti altri provvedimenti. Infatti, lo ius soli  arriverà in discussione dopo il ddl testimoni di giustizia, quello sugli orfani di femminicidio, quello per la deradicalizzazione dello jihadismo. E subito prima della riforma delle professioni sanitarie e il libro bianco della Difesa. Graziano Delrio continua a dire: «Bisogna provarci e ci proveremo». Campo progressista e radicali insistono: non basta il biotestamento, per stringere l’alleanza elettorale con i Dem serve anche la legge sulla cittadinanza per i figli degli stranieri nati in Italia. Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, ha chiesto e ottenuto di portare subito in Aula il biotestamento. Ed è riuscito a fissare un calendario rigidissimo, con seduta martedì prossimo. Perché se è vero che per la legge sul fine via c’è una larga maggioranza (180 voti circa, compresi Cinquestelle e LeU), è anche vero che parte di Ap («daremo libertà di coscienza»), la Lega («è l’anticamera dell’eutanasia») e cattolici tradizionalisti guidati da Quagliariello, annunciano «opposizione durissima».Così  prima di Natale, oltre al biotestamento, il Senato deve varare il nuovo regolamento, votare i giudici della Corte dei conti,  e dare il via libera definitivo alla legge di bilancio dopo le correzioni approvate dalla  Camera.  «Il tempo è ridottissimo, le cose da fare sono tante e noi dobbiamo fare prestissimo», dice il renziano Andrea Marcucci.

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