Il ministro Orlando a Napoli in un bene confiscato alla camorra

Tappa campana per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Il guardasigilli ha visitato nel pomeriggio di oggi, a Miano, Villa Mian, struttura gestita dalla Cooperativa il Quadrifoglio, e che un tempo, fu dimora di un noto boss della camorra. Ad accoglierlo, la presidente della Cooperativa, Lidia Ronghi, in compagnia di Padre Carlo De Angelis, parroco di Miano e cappellano del carcere di Lauro, e di Samuele Ciambriello, presidente dell’associazione La Mansarda. “Ringrazio voi tutti per essere intervenuti – ha esordito la Ronghi – , accogliendo il ministro.  In particolare, ringrazio il ministro Orlando per la sua significativa presenza quest’oggi. I volontari della cooperativa che ho l’onore di presiedere, quotidianamente si impegnano affinché alle nuove generazioni sia garantito un futuro migliore. Siamo contenti che le istituzioni siano al nostro fianco. Abbiamo bisogno di risorse, intese come risorse umane.  Il nostro obiettivo, infatti,  – ha concluso Lidia Ronghi – è fare azioni di legalità”.

Ha preso poi la parola, Padre Carlo de Angelis. “Ringrazio il ministro per essere venuto nel quartiere di Miano. Grazie alle forze politiche abbiamo avuto in dono questa struttura. Una realtà che vuole lavorare per recuperare il tessuto buono della società”. Samuele Ciambriello ha poi chiuso la serie di interventi, prima che il ministro prendesse la parola. “Ringrazio Andrea per la sua presenza. Ci tengo a ribadire una cosa: al giorno d’oggi, è assai faticoso avere in dotazione i beni confiscati alla camorra. Ogni giorno, proviamo a dare una opportunità ai nostri giovani ragazzi, accogliendoli in questa residenza, che abbiamo messo a nuovo. È faticoso, ma non ci scoraggiamo. In un anno, presso questa struttura, abbiamo accolto politici di “ogni razza e religione”. “Ci auguriamo, che da qui in avanti, il tema della giustizia possa essere un tema pregnante nelle azioni del governo e delle istituzioni in generale. C’è bisogno – ha concluso Ciambriello – di più giustizia e meno carcere”.

All’incontro con il ministro, hanno preso parte numerosi esponenti del PD, candidati alle prossime elezioni regionali, tra i quali Anna Cozzino, Pino Capasso ed Antonio Marciano. Proprio Marciano, ha sottolineato l’importanza della iniziativa promossa da Ciambriello e compagni. “Sui beni confiscati, sul loro recupero e sulla possibilità che possano diventare strumento di sviluppo, le istituzioni si giocano la credibilità nella lotta alla camorra. La Regione Campania, in questo senso, può fare tanto. Bisogna davvero voltare pagina. Ben vengano, in questo senso, iniziative quali quelle promosse da Samuele Ciambriello e Lidia Ronghi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Anna Cozzino, che ha posto l’accento sul tema della legalità. “Ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di vivere in un paese dove le regole vengano rispettate. La legalità bisogna che diventi l’asse portante su cui poggia il futuro delle giovani generazioni. È da apprezzare lo sforzo notevole che le associazioni di Lidia Ronghi e di Samuele Ciambriello compiono ogni giorno. Come non va’ assolutamente dimenticato lo straordinario lavoro che, in questo senso, compie la Chiesa Cattolica, nella persona di Padre Carlo De Angelis. C’è bisogno che non vengano lasciati soli. In questo senso, il lavoro delle istituzioni è assai importante. Spesso e volentieri, le persone, specie in queste zone difficili della città, vengono lasciate al proprio destino. È finito il tempo delle chiacchiere. Bisogna ritornare a parlare alla gente, ad ascoltare i loro problemi. Va rimesso al centro dell’azione politica, il cittadino, in tutta la sua interezza”.

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