«Il PD può vincere le prossime elezioni»

Il capogruppo dei Democratici, Raffaele Topo, interviene sugli aspetti critici della legislatura regionale, sul ruolo del PD e sulle prossime elezioni regionali.

Nelle ultime ore c’è una presa di posizione da parte dei consiglieri regionali di opposizione, pronti a firmare per lo scioglimento del consiglio. «Si è giunti a questa iniziativa da parte delle opposizioni perché ormai in regione Campania non ci sono le condizioni per trascinare a fine legislatura questa esperienza. La dimostrazione è l’approvazione della legge finanziaria per un solo voto utile o la paralisi della maggioranza su leggi importanti». Il primo commento del consigliere regionale del Partito Democratico Lello Topo, dopo le indiscrezioni apparse su stampa circa la consegna delle firme, per lo scioglimento del consiglio regionale, da parte dell’opposizione.

Più volte in questi ultimi mesi, i suoi colleghi del PD hanno dichiarato di essere stati determinanti per l’approvazione di leggi regionali che altrimenti non sarebbero passate in consiglio.

«Nella prima parte della legislatura, in un momento difficile per il paese e per la Campania, il nostro è stato un atteggiamento di responsabilità. Abbiamo permesso l’approvazione di leggi importanti come quella sulla casa, sull’artigianato, sulla dignità ed una miriade di emendamenti sul ciclo integrato delle acque, sui Policlinici o sulle Politiche Sociali. La legge paesaggistica eravamo disposti ad approvarla se avessero stralciato l’articolo 15.

Nell’ultimo periodo c’è un abbassamento del livello di attenzione di questa giunta e oggi è anche il tempo di tirare le somme. Sui trasporti c’è un arretramento del livello dei servizi ed un aumento delle tariffe, nonostante i proclami. Sulla sanità siamo rientrati dal deficit con il pagamento delle addizionali ma per la qualità delle prestazioni erogate siamo agli ultimi posti della classifica nazionale, a dimostrazione che non dovevamo fare solo equilibrio finanziario ma cambiare la spesa e garantire prestazioni adeguate, quindi uno sforzo in più».

Agli occhi dei cittadini campani il PD è sembrato poco incisivo. È stato solo un problema di comunicazione o ci sono stati dei deficit profondi nel partito?

«Il problema è anche come si comunica. Sulla legge casa o su quella della dignità sociale che ha riscritto parte delle politiche sociali, il partito era in aula. Se si chiede in giro, nessuno lo sa perché la comunicazione era più attenta ai fatti clamorosi. È stato un momento complicato per la politica, ma il PD ha conservato un profilo, un’idea di Regione e dei temi importanti come sanità, trasporti e paesaggio».

Per questo stesso motivo, quindi, c’è stato il forte divario tra risultati delle europee e le amministrative, dove in alcuni casi si è avuto un crollo di oltre il 20%?

«Le elezioni locali hanno una dinamica mentre il voto alle europee si riduce alla scelta tra Berlusconi che è in oggettiva difficoltà, Grillo che non è apparso agli italiani come una possibilità e Renzi che ha preso tutto il resto, l’unico che ha interpretato meglio questo momento. Non darei giudizi liquidatori, d’altra parte si votava anche in molti comuni ostili al PD».

Sulle prossime elezioni regionale, lei già si è espresso, qualche mese fa, favorevole ad alleanze più ampie rispetto al classico schema del centro sinistra.

«Credo che occorra una proposta di qualità e bisogna allargare l’alleanza. Al centro vi dovrà essere qualità della proposta politica e capacità di innovazione e coerenza tra le forze che si mettono insieme e che vogliono governare. Al governo nazionale c’è un’alleanza sui generis che regge il paese, ci sta assegnando un ruolo in Europa e sta dando qualche risultato».

Quindi è proponibile un’alleanza simile anche alle prossime elezioni regionali? Il centro sinistra da solo non riesce a vincere la battaglia contro Caldoro?

«Io penso che bisogna allargare la base di consenso sulla proposta politica in modo da essere più competitivi. Il tema delle alleanze è decisivo ma non esclusivo. Il PD deve avere una proposta, riuscire ad interpretare il nuovo momento e dare anche uno sguardo alle alleanze e ai candidati».

Ci saranno le primarie?

«Ci saranno anche se bisogna arrivarci con il massimo di coesione. Evitare che siano una contesa muscolare all’interno del partito».

Non crede che si è in ritardo?

«Oggi, dopo i congressi, siamo nella condizione di poter affrontare seriamente le elezioni. Il partito è consapevole che le prossime elezioni regionali si possono vincere, ma per questo occorre il massimo dell’unità e della sintesi».

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