IL QUOTIDIANO BRITANNICO “THE GUARDIAN” RACCONTA IL VENTRE DI NAPOLI ATTRAVERSO GLI OCCHI DELLA SCRITTRICE ELENA FERRANTE E L’OBIETTIVO FOTOGRAFICO DI GIUSEPPE DI VAIO

Il quotidiano britannico “The Guardian” racconta Napoli attraverso gli occhi di una  celebre scrittrice, ovvero la grande  Elena Ferrante. Per anni la città partenopea ha infuso paura nei turisti a causa della sua cattiva reputazione, e oggi quegli stessi turisti sono invece attratti da Napoli, circolano lungo le sue strade ammirandone le ricchezze e anche gli scorci distrutti dalla corrosione e dall’incuria. l servizio del “Guardian” è accompagnato da uno spettacolare reportage di Giuseppe Di Vaio, fotografo napoletano, già autore del libro “Timeless”, un dipinto autentico  della città: il suo sguardo offre ai lettori una visione quasi enciclopedica degli angoli e dei volti di Napoli, catturandone l’anima più profonda intrappolata nei volti, nell’andirivieni di voci, nei suoni che non smettono mai di popolare il vento di questa città così ricca di energia.  Lo stesso fotografo ammette :”Abbiamo attraversato i luoghi più popolari di Napoli, a cominciare dal mercato del Buvero, che incarna l’identità popolare della città, per poi arrivare alla cosiddetta Napoli bene, che rivela un’anima diametralmente opposta. L’obiettivo era quello di offrire un’immagine realistica di Napoli ad uno dei giornali più letti al mondo”. Il viaggio  abbraccia Rione Luzzatti di Gianturco, zona orientale della città, la zona in cui le protagoniste crescono, che rivela “le idiosincrasie e le contraddizioni della città, mostrando la vera magia di Napoli tutta da scoprire”, attraversa Porta Capuana e via Carbonara, sfiora frutterie e porta il lettore ad  intravedere tra le bancarelle illegali. Il “The Guardian” apre una finestra  sul folklore e sulla scaramanzia, ma abbraccia anche le zone aristocratiche della città, come  via Tasso o il  quartiere Chiaia, che raccontano, a suo dire:  “gli elementi manichei della città, il contrasto tra leggerezza e oscurità, povertà e ricchezza, opportunità e disperazione”. Ci si muove con un occhio che oltrepassa i limiti in una città che si mescola continuamente in se stessa, miscelando vari strati sociali, in cui si passa dalla ricchezza alla povertà in men che non si dica, in una Napoli che non smette mai di stupire chiunque vi entri dentro. le viscere di Napoli sono anche il suo ventre.{}

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