IL RISORGIMENTO :LA FAMA DELL’INVENTIVA

Napoletana è meritata. Dove ,in quale paese poteva nascere la figura del neo borbonico comunista ? Che agita insieme la bandiera con la falce e martello e quella bianca con i gigli di casa Borbone? Solo a Napoli e di ciò va dato merito alla fantasia partenopea.
Il Risorgimento non fu una passeggiata né fu esente da errori e ,a volte , di crimini ma questo fantasticare su uno Stato col 97% di analfabeti come il regno di Bengodi è veramente ridicolo. Il regno borbonico non era solo Napoli.,grande capitale e splendida città.
>Nel profondo Sud le condizioni di vita. dei contadini erano animalesche :luridi tuguri senza luce in cui si viveva insieme all’asino in una promiscuità a volte incestuosa. Defecavano all’aperto e non si lavavano quasi mai . Tenuti nella più abietta ignoranza dai preti per farne massa di manovra contro ogni tentativo di innovazione. Nei paesi e nei villaggi le condizioni di artigiani e lavoratori era appena un rigo più su. Una corte bigotta e senza capacità politica, nemica di ogni novità,dominata dalla regina madre con un re ,buono forse , ma sicuramente imbelle e succube di preti,bigotti e fanatici.
Il processo unitario avrebbe potuto benissimo iniziare dal regno di Napoli che era la più grande entità statale . Se avesse avuto una classe dirigente diversa . Murat col Manifesto di Rimini nel 2011 lanciò l’idea ma a Napoleone non piacque per paura di trovarsi di fronte un concorrente forte.
Il generale Pepe e Ludovico Bianchini ,uomo di valore e ministro degli interni dopo aver risanato i conti dello Stato proposero al re di invadere gli Stai della Chiesa , portare i confini del regno al limite della val Padana e di lì sfidare l’Austria per la conquista del Lombardo Veneto . Manovra che avrebbe messo in un angolo il minuscolo regno del Piemonte .
Ferdinando non ne volle sentire parlare ,influenzato dalla regina madre e da una corte di vecchi bigotti che consideravano sacrilega l’idea . Ecco , cari compagni gigliati e falcemartellati di chi avete nostalgia . Di un regno senza prospettive e di un re senza coglioni.
Nel 1830 (30 anni prima dei Mille) l’ ambasciatore del Piemonte scriveva al suo re : Questi napoletani parlano soltanto ma non sanno muoversi . A prendere questo regno basterebbe un migliaio di giovanotti decisi (sic!). Traggo queste notizie da una raccolta di documenti sul Risorgimento curato dal prof . Omodeo, storico illustre .
Ragazzi sentite al nonno : Dedicatevi a cose più serie..Sennò vi “intossicate””

 

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