Officina delle idee

Intervista al Maestro Natalino Garofalo

Il popolo napoletano ha la caratteristica di non abbandonare mai le tradizioni; ad esempio le famose Porta Capuana, Port’Alba, Porta Nolana e Porta San Gennaro sono come dei guardiani che vigilano e vigileranno sempre Napoli nel corso dei secoli. Abbiamo molti reperti archeologici come Chiese antiche che ci ricordano e ci fanno rivivere remoti tempi passati; per tenere tutte queste belle opere artistiche c’è bisogno di maestri e artisti culturalmente preparati a restaurare e prepararle e e farle vedere alla gente nella loro originalità. Questi restauratori sono di vecchia generazione ma purtroppo sono pochissimi  e tra un paio di generazioni saranno letteralmente scomparsi.

Ho incontrato un vecchio restauratore con esperienza di circa mezzo secolo: lui è un artista, pittore, sculture, ceramista e maestro d’arte; l’ho visto la prima volta nel suo laboratorio proprio mentre effettuava una vecchia cucitura su un grosso vaso e sono rimasto sbalordito da tutte quelle fasi di lavorazione che eseguiva e mi spiegava passo per passo. Il maestro si chiama Nataliano Garofalo, è nato a Napli circa 75 anni fa, è poliedrico e quindi anche poeta, scrive sia in lingua che in vernacolo.

Listener

Maestro, ho visto una scultura in terracotta, grossa 3 metri di diametro, sulla vita di Giovanni Paolo II. Quando l’ha iniziata? E quando è finita? Ha anche un forno?

Quest’opera sulla vita di sua santità Giovanni Paolo II, l’ho iniziata dopo aver fatto una personale d’Arte sacra a San Pietro a Patierno nel 2004, in cui presentai anche un bassorilievo ove c’era il Papa con Suor Teresa, prossima ad essere beatificata. All’inaugurazione c’era sua eminenza Vescovo Pelvi che mi invogliò a compiere quest’opera: in seguito l’ho sognato ed ecco il motivo principale. E’ stata terminata nel 2010. Ho il forno elettrico che mi è servito molto per cuocere i medaglioni di terracotta per tale scultura.

Noto che quest’opera che ha molto valore per lei, ha intenzione di venderla o donarla?

Quest’opera intendo donarla, oltre ad avere un valore enorme non solo economico ma anche affettivo perchè esso rappresenta un grande uomo e santo del nostro tempo.

Il Suo è un talento naturale o ha studiato?

E’ un talento naturale di famiglia: mio padre, Vincenzo, era un ebanista intarsiatore artistico, ottimo disegnatore e ha lavorato vicino ad un grande artista con tale maestria eseguendo diversi lavori ad importanti Chiese private; mia madre, Carmela, sarta provetta, molto devota al disegno di modelli per importanti famiglie napoletane; mio fratello, Mario, ottimo disegnatore, valente ceramista, scrittore di gotico su mattonelle e pergamene di ceramica nonchè ottimo nel costruire navi e aerei da modellismo; mia sorella Rita, artista lirica, soprano d’eccellenza, uscita dalla valente scuola della Scarlatti di Napoli e il marito tenore del San Carlo; l’altra mia sorella, Fortuna, scrittrice di ottime poesie. Il mio punto focale è che ho vissuto sia da piccolo che da grandicello in questi luoghi artistici ove non si divulgava la propria arte ma si nascondeva per non far vedere le proprie cose. Ma io molte di queste le ho riprese vedendo e sentendo i miei maestri e mettendole in pratica ancora oggi, trasmettendole a ragazzi e giovani che hanno fatto scuola e studio con me. Sono un artista che si vede nel futuro sebbene abbia 75 anni, in quanto ho molti progetti da completare. E’ dal futuro che prenderò altre aspirazioni perchè è questa la mia direzione: è vero, sono nato nel passato ma voglio attingermi nel futuro. Due cose importanti sono in me, sono un artista con la A maiuscola e religioso, voglio unire queste due cose come faccio collimando due cocci di vaso rotto per fare la famosa cucitura per bloccarli assieme, quindi anche la religione è parte di me. Sono diplomato, ho studiato molto facendo importanti corsi di disegno, pittura e ceramica artistica.

Lei fatto molte mostre nazionali ed internazionali di pittura e scultura?

Sì, ho fatto centinaia di mostre sia nazionali che internazionali, di pittura e di scultura, ottenendo ambiti premi ed onoreficenze. Ne cito alcune: Parigi, Svizzera, Inghilterra, Bardonia New York, Gran Premio del Venezuela- città di Caracas, Rassegna con diapositive alla Foster Goldstrom Gallery 56 Brodway New York 1992 ed altre..

Sono anche pluriaccademico, maestro e professore e dottore in arte honoris causa.

Questa famosa cucitura che fa, quante persone la fanno? O non la fa più nessuno? E come la fa?

Questa cucitura ricordo che la facevano i vecchi vasari, addirittura quando ero piccolo nel dopoguerra veniva ogni tanto un artigiano che con un trapanino a mano faceva dei fori sui piatti rotti a metà di qualche famiglia che aveva la fortuna di averli di terraglia al posto dei soliti piatti in alluminio che quasi tutti usavano: li forava ambo i lati, li univa col filo di ferro del mastice e così li cuciva. Questo periodo mi è rimasto fortemente impresso nella mente; poi più grande anche dove lavoravo io in una grande bottega di ceramica artistica, un vasaro eseguiva pure la cucitura dei vasi rotti che uscivano così dal forno dopo la cottura ed eseguiva i famosi fori da tutti e due i lati , metteva del filo di ferro, stucco a marmo, lisciava e poi il giorno dopo li raffinava bene fino a non far vedere più lo spacco e li dipingeva dello stesso colore. Pochi la praticano, si può dire nessuno più, le ultime generazioni non sanno neppure che è esistita.

Ha restaurato qualche chiesa?

Ho fatto molti restauri in diverse Chiese, la maggior parte tutte nella zona nord di Napoli, come la Chiesa del Sacro cuore , quella di San Rocco a Capodimonte, quella di Sant’Alfono a Marianella e la Chiesetta piccola nella pineta di Colli Aminei, tutte a Napoli.

Ha tenuto qualche corso per aspiranti artisti? E cosa consiglia ai giovani che desiderano intraprendere questa strada?

Ho insegnato ed insegno molto a ragazzi e giovani. Ho fatto molti corsi di disegno, pittura, ceramica ed arte presepiale in diverse parrocchie dove mi hanno seguito decine e decine di giovani e ragazzi, sbalorditi da queste nuove esperienze. Inoltre in molte scuole napoletane ad alunni di quarta e quinta elementare. Secondo me per diventare così innanzittutto serve l’umiltà, l’amore per l’arte e la passione per il disegno, la pittura e la scultura, poi il resto viene da sè…  ma se non si ha questo, non si può perchè non è un mestiere come un altro; quindi dico al giovane che ha un po’ di questa passione, innanzittutto di disegnare molto e di praticare molto l’ambiente d’arte

Ha mai  avuto occasioni di incontrare i Papi?

Sì, nell’arco della mia vita ho avuto l’opportunità di incontrare e vedere da vicino diversi papa. Il primo sua santità Pio 12°, ero piccolo di dieci anni, anno santo a Roma. Poi ricordo nel 1961 ero militare a Spoleto e il papa Giovanni 23° il buono venne lì ed io ero di picchetto d’onore, mi passò vicinissimo. Nel 1990 venne a Napoli Giovanni Paolo II Woytyla che fa vicista nella fabbrica in cui lavoravo ed io gli donai un bassorilievo di un Cristo redentore e da lì il mio obiettivo di compiere quest’opera su sua santità.

Quali sono le soddisfazioni di questo lavoro, anche in termini economici?

Le soddisfazioni sono enormi perchè l’arte si deve amare ed esse arrivano in tutti i campi con elogi ed onoreficenze, da molti critici e persone importanti dell’arte e della cultura. Rigurardo al lato economico, ci assicuriamo il giusto per mantenere le spese dello studio.

 

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