Intervista al Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

maxresdefaultLa bellissima Accademia di Belle Arti di Napoli, fondata da Carlo di Borbone nel 1752, è una delle più antiche e importanti Accademie italiane, attualmente vivace punto di riferimento per tutta la formazione artistica. Offre ben 11 corsi di diploma accademico di I livello, e 9 corsi di diploma accademico di II livello, e dal 2012 è attivo il quinquennio a ciclo unico in Restauro, con tre percorsi formativi professionalizzanti, abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali, unico corso accessibile nel mezzogiorno d’Italia.    
Oggi la nostra attenzione si focalizza sul prof. Paolo Ricci, ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi del Sannio, nominato nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia di Belle arti di Napoli dallo scorso 22 dicembre:

Presidente, buongiorno, l’Accademia di Belle Arti di Napoli quale ruolo ha oggi nel nostro territorio ?
Buongiorno, l’Accademia svolge un ruolo rilevante e molto attivo con l’istituzione Campana attraverso varie e molteplici iniziative artistiche, come il Festival del Bacio o Maggio dei Monumenti in cui gli stessi studenti sono coinvolti attivamente nel reale lavoro esterno. Con lo scopo di offrire una formazione che coniuga il sapere teorico con quello laboratoriale, nella convinzione che non può esserci creatività e innovazione senza cultura e conoscenza.           

Nell’ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale degli allievi, l’Accademia potrebbe trovarsi in difficoltà nel gestire gli spazi interni? Può essere definita minaccia o opportunità?
L’Accademia di Napoli forma circa tremila studenti l’anno, provenienti non solo dalla Campania, e conta una rilevante presenza di studenti stranieri, tra cui oltre duecento allievi cinesi tra i corsi di I e II livello. La crescita esponenziale degli allievi si è trasformata da minaccia ad opportunità. Ricollocando alcuni corsi di studio, in luoghi più adeguati sia sotto il profilo degli spazi ma soprattutto culturale. Il dipartimento di Fashion Design è stato dislocato, ad esempio, in un centro privato diretto dalla Fondazione Mondragone, ubicato nel quartiere Montecalvario in Napoli; Centro divenuto nel 2003 Polo Regionale della Moda Femminile. La Fondazione vanta tra i suoi obiettivi specifici le tradizioni sartoriali, con particolare riguardo al settore del tessile e dell’abbigliamento. Inserendo il dipartimento di Moda in un contesto sicuramente più stimolante e adeguato per il suo percorso!

L’Accademia di Napoli è stata da poco ristrutturata, come economista, quali sono le priorità da rispettare per migliorarne i servizi?
Partendo dal presupposto che l’Accademia può sempre migliorare, direi che bisogna focalizzarsi su tre aspetti importanti: rivisitare le tasse, mettere in condizione i sistemi bancari e finanziari a concedere prestiti d’onore, e per ultimo ma non meno importante, migliorare e accrescere qualitativamente i servizi agli allievi, prendendo ad esempio strutture istituzionali europee.

L’Accademia potrebbe diventare sede per mostre ed esposizioni per artisti emergenti?
Sicuramente! L’interesse di relazionarsi con l’esterno è uno dei punti di forza del mio mandato. Sviluppare una continuità artistica con gli allievi stessi e ospitare artisti emergenti, iniziative in realtà già attive. Attraverso un lavoro di sinergie e visione comune sulla formazione artistica, noi dirigenti, abbiamo il compito di promuovere quanto più possibile le iniziative interne verso l’esterno, con lo scopo di creare un’Accademia più dinamica, aperta, che sia in grado di intercettare risorse finanziare esterne. Un’iniziativa molto importante è già avvenuta, il 17 aprile di quest’anno, con la costituzione dell’Associazione “amici dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli” i cui compiti sono di assistere, collaborare e contribuire allo sviluppo dell’Accademia, attraverso progetti e proposte inerenti al mondo dell’arte e non solo!

Presidente, mi permetta un’ultima domanda quale sfida si è posto di raggiungere nel periodo del suo mandato?
La mia priorità come presidente è di migliorare i processi organizzativi interni; dando maggiore efficienza alla macchina amministrativa accompagnandola con altre priorità, affinché tutte le attività di collaborazione, di servizio e quel laboratorio di pensiero dedicato ai nostri allievi, possano realmente concretizzarsi. Ma esiste una priorità sulle priorità: dotare l’Accademia di una sua autonoma costruzione d’idee, sia in campo artistico sia migliorandone l’offerta formativa! Il mio sogno è vedere l’Accademia entrare nella modernità con entrambi i piedi, pur preservando e valorizzando il patrimonio culturale e fisico di cui è ricca. Un’Accademia ampliamente moderna, con un ricco patrimonio artistico. Il lavoro da fare è tanto, ma altrettanto grande è l’entusiasmo nel farlo!

Conclusa questa intervista ricca di stimoli, ringrazio il presidente, il cui entusiasmo è sentito e contagioso, augurandoci che realizzi i suoi sogni di cui beneficeremmo noi tutti e in gran lunga tutto il nostro territorio. Termino qui il mio viaggio nel mondo dell’Arte con una delle mie citazioni preferite di A. Einstein “La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.

 

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