[Intervista esclusiva] – Francesca Scarpato (Segret. Reg. Giovani Democratici): “Per il PD è necessario ricostruire il senso di comunità”

Si è tenuta a Palinuro la 3 giorni di festa dei Giovani Democratici: tanti gli ospiti presenti, da Vincenzo De Luca al ministro Maurizio Martina. Il clima prima dell’evento non era dei migliori, in virtù delle minacce che hanno raggiunto i GD, ma tutto sembra essersi fortunatamente svolto per il meglio.

La giovane segretaria regionale Francesca Scarpato, ha concesso alla nostra redazione un’interessante intervista, di cui riportiamo i punti più interessanti.

Si è conclusa ieri la Festa Nazionale dei Giovani Democratici, la kermesse della giovanile del partito democratico. Il clima pre-festa, era tutt’altro che disteso, considerate le numerose minacce che vi hanno raggiunto e che il segretario Zunino ha prontamente denunciato. Com’è andata?

E’ andata benissimo. Il clima della 3 giorni è stato di vera festa. Erano più di 250 i ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia che hanno preso parte all’evento e tantissimi sono stati i cittadini incuriositi che hanno deciso di incontrarci. Le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro straordinario garantendo sicurezza e non minando la partecipazione.

All’evento hanno partecipato i big della politica Nazionale, tra cui Il Ministro Martina, il Guardasigilli Orlando, Il Presidente Orfini e il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Quali sono stati gli argomenti trattati e quali le istanze che la comunità GD ha portato all’attenzione di questi?

La 3 giorni aveva un obiettivo preciso: iniziare a ritrovare quel senso di comunità che il PD sembra aver smarrito da tempo perché impantanato nelle sue logiche interne.
Pertanto abbiamo parlato di formazione, selezione della classe dirigente, politiche per il territorio, disoccupazione giovanile (soprattutto al SUD), piccoli comuni, sanità, integrazione, trasporti e forma partito.
I consiglieri, i sindaci, i parlamentari, i dirigenti regionali e nazionali che hanno preso parte alla Festa si sono cimentati con noi in lunghe ed appassionate discussioni che speriamo siano essere solo la base di un lavoro che deve vederci tutti seriamente impegnati di qui ai prossimi mesi. Purtroppo il Ministro Orlando per un imprevisto sopravvenuto all’ultimo momento, non ha potuto essere dei nostri ma con un messaggio di scuse ed in bocca al lupo ci ha dato appuntamento a breve per riprendere il dialogo da dove si è interrotto.

Per il partito è un periodo assai delicato. Alla vigilia delle imminenti politiche, quale ruolo è chiamata a svolgere la giovanile del PD?

Come accennavo prima il nostro compito sarà quello di provare a ricostruire quel senso di comunità smarrito e che invece è fondamentale se si vuole capire in che direzione si sta andando, come e con chi.

Lei è stata eletta da circa un anno. Quali iniziative ha messo in campo e quali invece sono in cantiere?

In questo primo anno abbiamo, in primis, provato a riconnetterci con le persone ed in particolare con la nostra generazione uscendo dalle stanze e tornando nelle strade e nelle piazze, provando ad ascoltare, con umiltà, i problemi ed i disagi del quotidiano e, allo stesso tempo, provando a batterci per quello in cui crediamo; infatti abbiamo lanciato campagne sulla legalizzazione delle droghe leggere (#legalizziamola), violenza contro le donne (#maipiùdiscorsidelgenere), prevenzione al virus HIV, dopodiché ci siamo buttati a capofitto nel lancio di una nuova piattaforma dal nome #tempisMOdemocratico che vede protagonisti tantissimi giovani amministratori eletti in ogni parte della regione e che, partecipando e riconoscendosi in questa rete democratica, hanno preso a scambiarsi buone pratiche e hanno iniziato, insieme, a perseguire obiettivi più grandi e comuni.

A Napoli il PD non gode di ottima salute, anzi, oserei dire che l’unica parte sana del partito sia quella dei Giovani Democratici. È il caso che i meno giovani imparino dai più giovani?

Assolutamente si anche se non ne faccio una questione anagrafica. Esistono tante forze sane anche all’interno del Partito che si spaccano la schiena ogni giorni con spirito di sacrificio e tanta passione. C’è solo bisogno di fare chiarezza e fissare degli obiettivi comuni intorno ai quali costruire veramente il Partito Democratico napoletano.

Rimanendo a Napoli, pochi giorni prima dell’elezione di Ilaria Esposito, diversi coordinatori locali denunciarono l’assenza di un congresso vero e di una discussione interna. Denunce che però scomparvero nel nulla non appena vi fu l’elezione dell’Esposito. Può dirci cos’è accaduto?

Come in ogni comunità esistente un po’ di polemiche e scontri interni non mancano neanche da noi. Ma è una cosa che trovo giusta e sana purché non si trascenda nel personale.
Nel caso in questione invece c’è stato semplicemente un problema di comunicazione, tant’è che non appena ci siamo visti nei nostri luoghi deputati alle discussioni, ci siamo chiariti e le cose sono andate avanti con rinnovata unità e serenità.
Speriamo che le cose vadano sempre meglio, ne abbiamo bisogno noi, il nostro partito, la nostra generazione ed il Paese tutto.

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